Recensione oculari Plossl e Super Plossl da 40 mm

L’opinione di Giuliano Tallone su alcuni oculari Plossl e Super Plossl da 40 mm

Recentemente ho deciso di alleggerire un po’ la mia collezione di oculari, ampiamente sovrabbondante, ma prima di venderne alcuni ne ho approfittato per alcuni test.

Uno di questi riguarda alcuni Super Plossl e Plossl da 40 mm con barilotto 1,25”, un formato non molto amato per diverse ragioni: innanzitutto in quanto non sfrutta al meglio il massimo campo apparente della focale, limitato dalle dimensioni del diaframma di campo che non può superare il diametro del barilotto; e poi anche per la elevata estrazione pupillare, che rende non molto agevole e comodo l’utilizzo dell’oculare. Queste ragioni fanno spesso preferire per il formato 1,25” gli oculari da 32 mm, che hanno un rapporto ideale per sfruttare interamente il campo.

Anche recenti discussioni sugli oculari Japan e China mi hanno fatto venire in mente che avevo questi strumenti ottici da provare.

Gli oculari che ho testato sono:
1. un Plossl 40 mm “anonimo” cinese, che viene venduto negli USA con sotto diversi marchi (Astro-Tech, Levenhuk) ed anche in Europa su ebay come “TS-Optics Plossl”; è molto simile al “Super Plossl” TS e GSO, ma non è marchiato e, come detto, segnato come “Plossl”. Fa parte di una coppia in un lotto di oculari che mi ha venduto usato Raf, e devo dire che ne sono stato molto soddisfatto!


  1. un Super-Plossl 40 mm Meade Series 4000 anonimo (China);

  2. un Super-Plossl 40 mm Meade Series 4000 “smooth side” Japan (prima serie).
    Inoltre, pur non avendo esattamente la stessa focale, ma un uso simile, un raro Celestron/Vixen Plossl 45 mm Japan “silver”, sempre da 1,25”.

 

In teoria, generalmente parlando, i Plossl dovrebbero essere a 4 lenti (2:2) e i Super Plossl a 5 lenti in tre gruppi (2:1:2), ma non ho notizie certe sul design ottico di questi oculari, tranne che del Meade Japan, certamente a 5 lenti. Fa parte delle famose serie dei “Pseudo-Masuyama”, che nei diversi forum americani si dice siano stati proprio realizzati nella stessa fabbrica che produceva i Masuyama “veri”. A questa serie appartenevano anche almeno i Celestron Ultima, gli Orion Ultrascopic e i Parks “Gold Series” (ne ho diversi, tutti ottimi).
Il TS Optics Plossl è dichiarato a 4 elementi, e con coating MGF2. Anche il nominale “Super Plossl” Meade China in realtà, come scritto sui vari siti Meade, è un “4 lenti”. Da tempo infatti la marca americana (già dalla terza versione “Japan”) ha semplificato lo schema ottico, probabilmente per risparmiare sui costi di produzione.


In termini di qualità della costruzione vince assolutamente il Vixen 45 mm, una piccola opera d’arte, con le scritte rosse incise tipiche delle serie più pregiati di questi oculari (ne ho anche di altre focali) e peraltro il più leggero del lotto pur avendo una focale un po’ più lunga. Anche il Meade 4000 SP Japan è da vedere, con una enorme lente di campo ed un corpo dell’oculare robusto e massiccio ed estremamente ben lavorato. Bellissima la scrittina “Japan” di piccole dimensioni, sul corpo nero dell’oculare.

Anche il Plossl anonimo cinese è ben lavorato, ed ha un bellissimo barilotto in alluminio leggero e di ottima fattura. Il Meade 4000 China è quello apparentemente un po’ più buttato giù, soprattutto il barrel con una fusione in metallo un po’ scadente.

Il coating è piuttosto diverso nei diversi oculari: il Celestron ha un bellissimo trattamento viola, con un secondo riflesso su tutta la superficie di color verde, che testimonia l’esistenza di un “multistrato”; lo stesso anche sulle lenti lato telescopio; il Meade SP ss Japan ha un trattamento verde superiore e verde-violetto (diverso) inferiore; l’omologo “China” ha entrambi i trattamenti visibili esternamente di un giallo-verdino; e il TS, che in termini di fattura generale gli somiglia molto tanto da poter far pensare che sia uscito dalla stessa fabbrica (ma non ho elementi per dirlo), ha un coating diverso, verde con riflessi viola sulla lente di campo, e blu-viola con riflessi verdi sulla lente inferiore. Ritengo che questi trattamenti diversi siano molto importanti nel determinare la resa ottica degli oculari, come vedremo.

L’estrazione pupillare è comoda nel Meade China e nell’anonimo cinese, facilitata anche dal paraluce in gomma, di fattura molto simile nei due. Il Meade SP Japan anche è comodo, pur non avendo un paraluce in gomma che faciliti la posizione dell’occhio, forse per l’ampio diametro della lente. Decisamente scomodo invece il Celestron/Vixen che richiede molta attenzione per tenere l’occhio in modo da non avere il campo vignettato: l’eccessiva estrazione oculare obbliga a stare molto distanti dall’oculare e in linea con l’asse ottico, cosa non facilissima se non si è abituati (e comune ad altri oculari a lunga focale soprattutto in combinazione con alcuni tipi di telescopio).
Il campo apparente dichiarato è intorno ai 52° per i Meade Series 4000 SP, tranne che per il 40 mm che ha un campo dichiarato di solo 43°.

Prova comparativa sul campo
Ho provato i quattro oculari tutti nella stessa sera, sulla Luna, Giove e stelle brillanti, con un telescopio Zeiss Fraunhofer C 80/500, aperto quindi a F/6,25, di ottima qualità ottica. Il Celestron/Vixen è stato usato più che altro per confronto generale, vista la focale differente: offre una immagine secca e contrastata, perfettamente corretta fino a bordo campo. Ha anche una ottima trasmissione della luce.
Mi sono concentrato quindi nel confrontare i tre da 40 mm. Al controllo visivo appare una differenza di ampiezza del campo: è evidente la maggiore ampiezza del TS Ploss, segue l’appena più ristretto Meade SP smooth side e quindi il Meade China: la differenza non sembra così larga, anche se evidente. Ho calcolato il campo reale del TS Plossl 40 mm (in base al tempo necessario a una stella per attraversare il campo), che come detto sembra il più ampio di tutti, ottenendo un valore di 200’ (3° 20’), che corrispondono per l’ingrandimento di 12,5x a circa 42° di campo. Importante in valore assoluto, ma non un gran che in generale: è uno dei limiti della focale da 40 mm. Inoltre sembrerebbe abbastanza evidente che il TS fornisca qualche ingrandimento in più del Meade China, e questo fornisca qualche ingrandimento in più del Meade SP smooth.


Per quanto riguarda la correzione ottica, tutti e tre gli oculari sono molto corretti fino a bordo campo; confrontando in particolare i due Meade 4000, per cercare una possibile differenza tra il “5” e il “4” lenti, e tra il “Japan” e il “China”, per quanto riguarda astigmatismo, curvatura di campo, cromatismo laterale e eventuale cromatismo su oggetti luminosi (Luna e Giove) sono assolutamente assenti in entrambi: La luna è assolutamente perfettamente visibile e corretta anche se “tagliata” dal diaframma di campo. Il TS si difende più che onorevolmente: l’unico difetto è un accenno (proprio a cercarlo) di cromatismo tendente al giallo sul bordo della Luna, quasi impercettibile.

Il Meade Japan è meno superiore di quanto ci si aspetterebbe: l’oscurità del cielo e il contrasto sono infatti superiori nel “China”, ed addirittura il TS si impone per contrasto su tutti e due. In questo può avere un ruolo il maggiore ingrandimento reale (e quindi probabilmente una focale più corta) nel Meade China e nel TS rispetto al Meade smooth side, che presenta una maggiore trasmissione della luce rispetto agli altri due. Però il risultato un po’ mi sconcerta. Sicuramente hanno un ruolo anche i coating più moderni degli ultimi due, rispetto al più attempato Meade 4000 prima serie.
Il TS sembra essere superiore anche per risoluzione dei dettagli più fini (grazie al miglior contrasto).

Usando i tre oculari con una barlow Astro-Physics Barcon da 2” (nominalmente da 2x, mentre con la configurazione ottica che ho utilizzato e l’oculare TS Plossl 40 mm fornisce 2,15x, così come misurato sempre con il metodo del tempo di attraversamento del campo) emergono risultati simili, con sempre un percepibile anche se minimo cromatismo nel TS, e una inversione della risoluzione che diventa migliore nei Meade rispetto al TS.



In conclusione (se conclusioni si possono trarre) le “vecchie glorie” come il Meade SP smooth side del Sol Levante non deludono, ed hanno un fascino unico, ma anche i “giovani leoni” dalla Cina hanno molto da dire, e con un prezzo di acquisto davvero d’assalto: sono oculari di fascia bassa, ma che forniscono prestazioni di assoluto rilievo e che dovrebbero far riflettere su molti luoghi comuni, e sul fatto che alla fine molte delle differenze che andiamo a cercare come peli nell’uovo sono più che altro questioni estreme da strumentofili. Mi ci metto ampiamente, ovviamente, in questa categoria, ma devo dire che in questo caso ho deciso di tenere la mia coppia di TS Plossl 40 mm, che userò certamente con soddisfazione in torretta!

 

Vixen Circle V Ortho… o Plossl?

L’opinione di Davide Sigillò sugli oculari Vixen Circle V

Una diatriba ed un dubbio che spesso è stato discusso su molti forum di astronomia amatoriale è relativo a questa serie di Ortoscopici sotto brand Vixen e Celestron che furono prodotti a cavallo tra gli anni 80 e 90.
I famosi Circle V così chiamati per il tipico cerchio che circonda il simbolo Vixen stampato sui barilotti cromati.
Finalmente anche se già lo avevo chiarito in un mio vecchio articolo relativo al 5mm posso confermare lo schema ottico di tutta la serie, soprattutto grazie ad un amico astrofilo Cosimo Lentini che mi ha consegnato una valigetta con tutta la serie circle v (escluso un 4mm pressochè introvabile) per una mia ottimizzazione e annerimento di tutte le lenti.
Onestamente possedendo un 5mm mi aspettavo di trovare lo stesso schema ottico di Plossl su tutte le focali anche se dichiarati come Ortho, ma desidero ribadire che si definisce Ortoscopico qualsiasi schema ottico che fornisce una uniforme e regolare correzione di tutte le aberrazioni su tutto il campo ottico. Ragion per cui si può considerare ortoscopico qualsiasi oculare con le dette caratteristiche. La differenza risiede in una cosa: il raggiungimento dell’ortoscopicità di un campo visivo è stato ricercato da vari ottici: tra cui Ernt Abbe secondo lo schema 1+3 e da George Simon Plossl secondo lo schema 2+2, entrambi presenti in questa mitica serie, Kelner secondo lo schema che riporta il suo nome e così via…



 Dal mio lavoro di ottimizzazione e smontaggio è emerso con mia sorpresa come il 40mm ed il 25mm siano degli Abbe puri secondo il classico schema della piano convessa che precede il tripletto cementato. Qui ho trovato delle pecche nel 40mm ove la piano convessa non era annerita per niente e nel 25mm una blanda o assente opacizzazione dei filetti interni. Stranamente nel 25 per la prima volta trovo un annerimento della piano convessa.

 

CARATTERISTICHE TECNICHE:

  • Tipologia: oculare a 4 elementi
  • Schema: Ortoscopico di Plossl e Abbe
  • Focali esaminate:40mm 25mm 18mm 20mm 12mm 9mm 7mm 6mm 5mm 4mm.
  • Campo apparente: 48°
  • Numero elementi:4 in due gruppi
  • Trattamento ottico:  Multy Coated
  • Passo: 31,8mm
  • Produzione: Japan anni 80-90

La focale da 25mm, un Abbe puro ma con difetti di opacizzazione ben visibili.
 
 
 
 
 
 
 

La prova sul campo: che dire…
Sono oculari che conoscevo bene, e superate le pecche dei riflessi interni ben visibili soprattutto nello schema plossl ed in special modo nelle focali da 20mm, 9mm che negli esemplari esaminati tra l’altro non appartengono alla prima produzione Vixen,  giù a scendere fino al 4mm, posso affermare come le immagini siano pure e ben bilanciate.
Il 40mm  è un meraviglioso e rarissimo Ortoscopico con barilotto da 2″ e un campo che si aggira sui 52 gradi abbondanti, stracorretto e super contrastato. Meraviglioso per bassi ingrandimenti con qualsiasi strumento. Stelle punta di spillo, cielo scuro e nessun riflesso oltre il field stop specie dopo l’annerimento eseguito.

Dalla focale di 18mm fino ad arrivare al 4mm si ha uno schema di tipo Plossl con due doppietti asimmetrici, tanto è vero che invertendo i gruppi l’immagine a differenza dei doppietti speculari si deteriora notevolmente.


Il 25mm a mio parere il migliore ed il più corretto di tutta la serie.

 

Meraviglioso, un oculare perfetto per comodità osservativa e purezza delle immagini. Nessun difetto se non un campo un po stretto ma peculiarità degli ortoscopici. Ho avuto una visione della Luna con questo oculare unito ad un APO William Optics Fluorostar da 110 mm a dir poco stupenda.
Dal 18mm scendendo a tutte le altre focali intermedie ed arrivando al 5mm secondo me qualche pecca la si trova…molti i riflessi nella versione di fabbrica che ha un blando annerimento e opacizzazione interna, osservando pianeti e luna specie nel 5mm. Le immagini sono comunque in asse molto buone e contrastate ma non al livello delle focali che utilizzano lo schema puro di Abbe.

Il 5mm: anche qui medesimo schema di Plossl, riscontrato in tutte le focali dal 18mm compreso fino al 4mm!

 

 

 

 

 

 

Il 12,5mm dopo il 40mm e 25mm è la mia migliore scelta della serie. Focale da sempre affascinante, un field stop nettissimo ed un contrasto pazzesco. Splendida l’osservazione di stelle doppie e Luna.
Una volta anneriti e opacizzati le cose sono migliorate notevolmente. Meraviglioso osservare con il 7mm 6mm luna, pianeti e stelle doppie…immagini purissime e contrastate. Li ho confrontati con degli ultima plossl e dei T japan i quali sì, possedevano un campo maggiore ed un miglior contenimento della cromatica laterale uscendo dall’asse ottico, ma il contrasto ed i dettagli visibili erano alla fine gli stessi.
Il 5mm presenta qualche immagine fantasma e una cromatica laterale piuttosto accentuata, confrontato con un Radian ed un Baader Genuine Ortho di analoga lunghezza ne è uscito palesemente sconfitto, pur offrendo immagini di tutto rispetto e ad alto contrasto. Il 4mm che provai anni fa ricordo aveva una estrazione pupillare proibitiva e analoghe prestazioni delle focali maggiori.


Concludendo: sono oculari splendidi, oramai da collezione, se si chiude un occhio per la cromatica laterale riscontrata negli schemi Plossl e i difetti di opacizzazione siamo comunque ai vertici in termini di contrasto.
Strana la scelta della Vixen di produrre focali lunghe in schema ortoscopico di Abbe e focali corte utilizzando lo schema Plossl e per di più all’interno della medesima serie! Il motivo? francamente non ne ho idea, ma le produzioni successive hanno mostrato come per le focali corte lo schema di Abbe sia il migliore..forse una fase sperimentale in un periodo in cui l’astronomia ottica offriva oculari di livello e continua ricerca.
Chi fosse interessato a migliorie su questa serie può contattarmi liberamente.