Recensione della torretta revolver Geoptik

L’opinione di Roberto Porta sulla torretta multi-oculari di Geoptik,.Le torrette multi oculari sono dei dispositivi che prevedono il montaggio di più oculari permettendo all’astrofilo il passaggio da un ingrandimento all’altro con una semplice rotazione.

 Geoptik è un produttore italiano di materiale astronomico. L’accessorio oggi in prova è un componente decisamente atipico, una torretta multi – oculari. Le torrette multi oculari sono dei dispositivi che prevedono il montaggio di più oculari permettendo all’astrofilo il passaggio da un ingrandimento all’altro con una semplice rotazione.

Fig. 1 – vista superiore del revolver Geoptik
Fig. 1 – vista superiore del revolver Geoptik

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aspetto esterno

 Il revolver ha un aspetto massiccio e rassicurante, realizzato completamente in metallo trasmette un senso di robustezza. Sono molto curati anche i 4 porta – oculari, tutti dotati di 2 viti di bloccaggio in nylon e linguetta salva oculare all’interno. Sia il naso che i porta – oculari sono da 31,8 mm; l’interno del naso ha una buona zigrinatura anti – riflessi che purtroppo non presenta la filettatura per i filtri.

Fig. 2 – vista inferiore
Fig. 2 – vista inferiore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un po’ di storia

Sin dagli anni 80 i sistemi multi – oculari sono sempre esistiti nei parchi accessori dei costruttori più raffinati ma non hanno mai fatto parte dell’oggettistica di massa. La maggior parte di essi incorporava un deviatore prismatico a 90° con disposizione radiale dei porta – oculari, solitamente 4. Siccome era un accessorio un po’ d’elite erano molto ben assemblate e di conseguenza i prezzi erano elevati. Se ne trovavano nei cataloghi Polarex, Celestron, Meade, Zeiss e Takahashi mentre oggi solo TEC ne ha a listino una analoga.

Successivamente sono arrivate le torrette a revolver che, non contenendo parti ottiche, sono meno costose; si va dal costruttore americano Lacerta per arrivare alla Q-Turret di Baader Planetarium completa di oculari forniti a corredo, passando per questa Geoptik.

 

Fig. 3 – la torretta revolver installata su un rifrattore e con 4 oculari montati
Fig. 3 – la torretta revolver installata su un rifrattore e con 4 oculari montati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il test in pratica

 Il revolver Geoptik pesa a secco 380g che diventano facilmente 600 installando 4 oculari di piccole dimensioni; se ne evince che tale accessorio è destinato a strumentazioni di un certo livello in quanto telescopi entry-level potrebbero accusare criticità al focheggiatore e seri problemi di bilanciamento e stabilità.

Il backfocus richiesto è irrisorio, nell’ordine di pochi cm, al punto di non precluderne l’utilizzo anche con i Newton, anche se i telescopi che sono più adatti a ospitare il revolver restano quelli a fuoco posteriore come i catadiottrici, i Cassegrain e i rifrattori.

L’utilizzo è estremamente intuitivo: una volta decisi i 4 oculari con i quali si intenderà osservare si installa il tutto sul diagonale astronomico, si bilancia lo strumento e il gioco è fatto!

I diagonali più adatti all’utilizzo del revolver sono quelli da 31.8 in quanto quelli da 2” sono troppo ingombranti e il naso non si inserisce fino in battuta. Naturalmente il revolver non ha una posizione univoca e può essere disposto verso destra o verso sinistra a seconda di quale sia il vostro occhio “dominante”.

La rotazione del revolver non è particolarmente morbida, una volta azionata bisognerà attendere il “click” che ne vincola il corretto posizionamento.

. 4 – oculari con il barilotto troppo profondo toccano la parte interna dello statore
. 4 – oculari con il barilotto troppo profondo toccano la parte interna dello statore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per passare da un oculare all’altro si ruota la parte superiore per 90 gradi e, se non si utilizzano oculari parafocalizzati, sarà necessario ritoccare la messa a fuoco.

Ho trovato 2 difetti che personalmente reputo fastidiosi ma fortunatamente rimediabilissimi: in primis manca la filettatura per i filtri, vorrà dire che il filtro desiderato lo avviteremo al naso del diagonale… Un secondo appunto lo farei ai porta – oculari che hanno un profilo troppo basso, al punto che la maggior parte degli oculari  hanno un barilotto lungo a sufficienza per toccare la parte statica, strisciando durante lo switch. Un rimedio potrebbe essere il ricavare dei distanziali partendo da un tappo da 31.8 oppure l’acquisto di distanziali pre costruiti presso un negozio di materiale astronomico.

La prova in pillole

Pregi

  • Qualità costruttiva
  • Robustezza
  • Prezzo accessibile

 

Difetti

  • Manca la filettatura filtri
  • Portaoculari troppo ribassati

 

Conclusioni

 Centocinquanta euro per una comodità irrinunciabile credo proprio siano ben spesi. Sicuramente consigliata.