Baader Planetarium MPCC coma corrector

di Raffaello Braga

Questo accessorio, progettato da Baader Planetarium, è un correttore di coma fotovisuale per riflettori newtoniani da f/4 a f/6, ottimizzato in particolare per quelli a f/4.5. Nelle intenzioni del costruttore l’ MPCC permetterebbe di ottenere sui sensori fotografici stelle puntiformi fino a 12 micron (secondo l’ampiezza del campo sfruttato) mentre per uso visuale la dimensione delle immagini stellari e la loro correzione al bordo del campo dipenderanno ovviamente anche dall’oculare impiegato.

 

Figura 1 – Il correttore Baader MPCC. Si noti come la scala dell'atlante compresa nel correttore sia solo minimamente alterata.

Figura 1 – Il Baader Planetarium MPCC. Si noti come la scala dell’atlante compresa nel correttore sia solo minimamente alterata.

 

REALIZZAZIONE

Il correttore si trova in un barilotto nero anodizzato da 2 pollici che porta a una estremità un filetto M48 e un filetto T2. Il primo serve per collegare al correttore le prolunghe necessarie ad ottenere la corretta spaziatura tra correttore e piano focale, il secondo viene utilizzato ovviamente per il collegamento ai corpi macchina reflex. All’altra estremità troviamo un altro filetto M48 per i filtri da 2 pollici di diametro. Le superfici aria-vetro del correttore sono rivestite con un trattamento a 7 strati che garantisce una trasmissione del 98% con picco nella regione H-alfa.

Figura 2 – I due filetti M48 e T2

Figura 2 – I due filetti M48 e T2

Uno dei pregi dell’MPCC è quello di alterare in misura del tutto trascurabile la lunghezza focale del telescopio e di permetterne l’utilizzo anche con strumenti con back focus molto limitato in quanto tutto l’insieme correttore-prolunghe-portaoculari si può inserire nel fuocheggiatore per la distanza richiesta dalla messa a fuoco, sia con oculari da 31.8 mm che con quelli da 2 pollici. Con alcuni particolari setup, tuttavia, la lunghezza complessiva del sistema può essere tale da sporgere all’interno del tubo fino ad intercettare la pupilla d’entrata, soprattutto se si utilizzano fuocheggiatori a bassissimo profilo, e in questi casi occorre perciò trovare il compromesso migliore. Con l’MPCC sono sconsigliabili i portaculari provvisti di vitine di fermo che premono direttamente sul barilotto, in quanto ciò può portare, oltre ad una presa malferma e al danneggiamento del barilotto stesso, anche all’inclinazione del sistema rispetto all’asse ottico. Meglio perciò utilizzare un portaculari di ottima fattura provvisto di anello di serraggio possibilmente autocentrante.

Il set completo per l'adattamento del  correttore MPCC a quasi tutti gli oculari commerciali

Figura 3 – Il set completo per l’adattamento del correttore MPCC a quasi tutti gli oculari commerciali

DISTANZA DI LAVORO

Il Multi-Purpose Coma Corrector è progettato per lavorare con una distanza tra la battuta al piede del filetto T2 e il piano focale (piano del sensore o field stop dell’oculare) di 55 mm, con una tolleranza di due o tre millimetri in più o in meno. Esistono due possibilità per raggiungere la distanza corretta: fare impiego di prolunghe di lunghezza definita filettate tra loro e al correttore, oppure usare un adattatore portaoculari (ad esempio un T2/2 pollici o T2/31.8 mm) che una volta collegato al filetto del correttore permetta di variare a piacere la posizione dell’oculare (semplicemente estraendolo o inserendolo di una certa quantità) fino a trovare quella migliore, o infine usare un adattatore fotografico di lunghezza variabile. Tuttavia in base alle nostre prove la prima soluzione è risultata preferibile alle altre per l’intrinseca stabilità meccanica, la riproducibilità e soprattutto la perfetta coassialità degli elementi ottici e dei distanziatori, e pertanto è quella che considereremo nel seguito. In ogni caso quando si collega l’MPCC a una reflex (noi abbiamo usato una Canon EOS) non è necessario alcun aggiuntivo se non lo stopper collar che si trova premontato sul correttore. Diverso è il caso dell’utilizzo del correttore con gli oculari, che esamineremo più sotto.

Per prima cosa occorre dire che nell’osservazione del cielo profondo ma anche del Sole e della Luna, la differenza tra la visione senza correttore e quella col correttore in un riflettore molto aperto è sensibile, e questo giustifica senz’altro la popolarità dei correttori non solo tra gli astrofotografi ma anche tra i visualisti. Questi ultimi fanno uso per lo più di oculari di grande campo apparente e di focale compresa tra i 40 e i 15 mm circa. Molti di questi oculari sono già ottimizzati per l’uso con le superfici focali caratteristiche dei newton “corti”, ma la correzione del coma fuori asse è altra cosa, e l’oculare da solo non ci arriva. Ecco dunque l’utilità dei correttori.

SETTAGGIO CON GLI OCULARI

Prima di impiegare l’MPCC bisogna per prima cosa determinare la posizione del field stop dell’oculare rispetto alla superficie di battuta oculare/portaoculari. Il field stop è il diaframma che delimita il campo apparente dell’oculare e che si vede a fuoco guardando nell’oculare stesso. Osservando l’interno dell’oculare dall’estremità inferiore, il field stop è riconoscibile perché assume la forma di un diaframma o di un anellino ma talvolta sono l’estremità superiore o inferiore del barilotto cromato o anodizzato (quella parte dell’oculare che entra nel portaoculari) a fungere da field stop. Quanto sopra è vero naturalmente per gli oculari con fuoco esterno (ortoscopici di Abbe, Plössl, Erfle e via dicendo) ma negli oculari ad alta estrazione pupillare che incorporano al loro interno un doppietto negativo tipo Barlow, il field stop (cioè la superficie focale) si trova tra il doppietto e le altre lenti, e per determinarne la posizione occorre svitare il primo.

Figura 4 – I Baader Aspheric performano particolarmente bene con l'MPCC. Il distanziale è costituito da un anello finetuning da 28 mm.

Figura 4 – I Baader Aspheric performano particolarmente bene con l’MPCC. Il distanziale è costituito da un anello finetuning da 28 mm.

Una volta determinato dove cade il field stop rispetto alla battuta, è facile determinare il numero e lo spessore ottico dei distanziatori che occorrono. Baader Planetarium commercializza una versione “completa” dell’MPCC per uso visuale che comprende oltre al correttore un certo numero di componenti del sistema Baader T2 e Hyperion con lunghezze ottiche (L.O.) ben definite, e precisamente:

  • un riduttore 2″/31.8 mm (T2#15) con filetti T2 da ambo i lati e M48 all’estremità inferiore (34 mm)
  • un riduttore/distanziatore M48/T2 (T2#29) (L.O. 2.5 mm)
  • un anello finetuning da 14 mm (FT 14) (L.O. 14 mm)
  • un anello finetuning da 28 mm (FT 28) (L.O. 28 mm)

Figura 5 – I Baader Hyperion di focale più lunga (in questo caso il 21 mm) richiedono come distanziale l'anello finetuning 14 mm.

Figura 5 – I Baader Hyperion di focale più lunga (in questo caso il 21 mm) richiedono come distanziale l’anello finetuning 14 mm.

con i quali si ottengono le distanze di lavoro corrette per diversi oculari commerciali. Per gli oculari con barilotto da 2 pollici il pezzo #15 ovviamente non serve e i due FT si avvitano direttamente alla filettatura M48 dell’oculare.

Figura 6 – La maggior parte degli oculari con il field stop in corrispondenza della battuta al portaoculari richiedono come distanziali il riduttore T2#15 e l'anello T2#29.

Figura 6 – La maggior parte degli oculari con il field stop in corrispondenza della battuta al portaoculari richiedono come distanziali il riduttore T2#15 e l’anello T2#29.

Alcuni setups tipici sono riportati nelle figure, altri si possono ricavare dal manuale del correttore o dal sito web del distributore americano di Baader (www.alpineastro.com), in questo caso con particolare riferimento ai prodotti Tele Vue che negli USA sono popolarissimi, oppure ancora si possono ricavare direttamente utilizzando un calibro dopo aver determinato la posizione del field stop. Per alcuni oculari può rendersi necessario l’utilizzo di distanziali/riduttori di spessore diverso sempre appartenenti al sistema Baader T2.

Figura 7 – Gli oculari con il field stop all'interno del corpo dell'oculare, come questo BST Explorer da 18 mm, non necessitano di alcun distanziale oltre al riduttore T2#15.

Figura 7 – Gli oculari con il field stop all’interno del corpo dell’oculare, come questo BST Explorer da 18 mm, non necessitano di alcun distanziale oltre al riduttore T2#15.

PROVA SUL CAMPO

Abbiamo effettuato due brevi pose fotografiche non guidate della regione attorno ad Altair al fuoco diretto di un riflettore Newton 130 mm f/5 usando una Canon EOS 1000D, senza e con interposizione del correttore (vedi Figura 8) per evidenziarne l’effetto.

Figura 8 – L'effetto del correttore (a destra) al bordo del sensore di una Canon EOS su Newton f/5, in una zona di cielo nei pressi di Altair. La soppressione del coma è evidente. La piccola deformazione verticale è dovuta a un errore di stazionamento della montatura.

Figura 8 – L’effetto del correttore (a destra) al bordo del sensore di una Canon EOS su Newton f/5, in una zona di cielo nei pressi di Altair. La soppressione del coma è evidente. La piccola deformazione verticale è dovuta a un errore di stazionamento della montatura.

Anche visualmente i risultati sono stati più che buoni. Usando lo stesso riflettore di cui sopra (il cui test si trova su questo sito) e un oculare Baader Hyperion Aspheric da 36 mm non abbiamo notato vignettatura, le stelle erano ragionevolmente puntiformi su quasi tutto il campo e al bordo le aberrazioni dell’immagine erano costituite prevalentemente da quelle dell’oculare. Non abbiamo notato riflessioni moleste o evidenti perdite di luminosità. Altri oculari testati hanno dato risultati analoghi. L’utilizzatore dell’MPCC deve tenere presente che l’utilizzo del correttore con i distanziali, soprattutto per gli oculari da 31.8 mm, comporta un peso aggiuntivo lato oculare e quindi uno sbilanciamento che è opportuno correggere. Ancora, come si diceva più sopra, è importante che il tubo fuocheggiatore possieda un meccanismo di serraggio robusto e una vite di fermo per evitare slittamenti.

 

CONCLUSIONI

La nostra prova ha evidenziato come la qualità e la versatilità dell’MPCC siano in linea con quanto dichiarato da Baader Planetarium e analoghe a quelle di molti altri prodotti della stessa ditta, tutti caratterizzati da un rapporto prestazioni/costo che a nostro avviso non ha rivali nel campo dell’astronomia non professionale. Ci sentiamo pertanto di consigliarlo senza riserve a tutti coloro che osservano o fotografano abitualmente con riflettori newton molto aperti.

I prodotti Baader Planetarium sono distribuiti da Unitronitalia srl di Roma (www.unitronitalia.com).

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