Microscopio biologico binoculare Motic 1820

di Raffaello Braga

Il microscopio oggetto di questa prova è un binoculare con illuminazione LED, il Motic 1820.

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Figura 1 – Il microscopio binoculare Motic 1820

STATIVO

Lo strumento si presenta ottimamente imballato e con un design molto gradevole ed ergonomico (Figura 1). La torretta binoculare è inclinata a 45° e si può ruotare per 360°. La regolazione della distanza interpupillare avviene traslando gli oculari e i prismi lungo una linea perpendicolare alla linea di vista, con un movimento molto dolce e privo di giochi e di shift. Entrambi gli oculari hanno indice di campo 18 mm ed elevata estrazione pupillare, quindi molto comodi per i portatori di occhiali.

Il revolver portaobiettivi è a quattro posti ed è rivolto verso l’interno, il che permette di evitare di toccare inavvertitamente le lenti degli obiettivi durante le manipolazioni (caratteristica utile in campo didattico) e possiede un movimento molto regolare con posizioni di fermo ben definite, ben allineate con l’asse ottico e prive di giochi. La messa a fuoco avviene per traslazione del tavolino tramite due manopole separate per la regolazione grossolana e quella micrometrica rispettivamente. Il movimento è risultato inizialmente un po’ duro per la prima, ma la tensione del movimento può essere regolata tramite una ghiera. Anche la posizione di fermo superiore del tavolino si può cambiare agendo su una vite. Ogni tubo portaoculare è inoltre provvisto di regolazione del fuoco separata. Ottimo anche il tavolino traslatore, a basso profilo e dotato di movimenti molto precisi e fluidi, ancora una volta senza giochi.

Dunque anche in questo strumento, come in altri microscopi Motic che ho potuto esaminare, la meccanica è risultata di ottima qualità per la media dei prodotti provenienti dall’Estremo Oriente e perfettamente in grado di sfuttare le ottiche a disposizione. Questo è un requisito molto importante perché se gli obiettivi si possono cambiare a piacere secondo le esigenze dell’utilizzatore (e questo è il vantaggio del microscopio rispetto al telescopio, dove invece l’ottica che forma l’immagine è fissa) difficilmente però l’utilizzatore può intervenire su una meccanica scadente senza invalidare la garanzia.

ILLUMINAZIONE 

Il sistema illuminante è costituito da un LED bianco da 70 mW alloggiato in una torretta posta sulla base (Figura 2). L’alimentazione avviene tramite tre batterie ricaricabili, dunque non è necessario lasciare attaccato il microscopio alla rete. Il vantaggio di questa soluzione è palese se si desidera portare lo strumento in campo o utilizzarlo a scopo didattico. Il LED è accessibile rimuovendo la protezione, che è fissata alla base da tre minuscole vitine a brugola. La lampada non può essere centrata dall’utilizzatore e dunque la sua posizione deve essere verificata subito, possibilmente al momento dell’acquisto. Nell’esemplare in esame il centraggio non era perfetto ma era comunque sufficiente a illuminare in modo uniforme il campo visivo degli obiettivi in dotazione. Il vantaggio del LED rispetto all’alogena è naturalmente quello di fornire una luce più naturale, molto bianca, rispetto al giallino dell’alogena che sovente deve essere corretto da un filtro sia visualmente che in fotografia. Il LED è dotato di regolazione dell’intensità, e per la maggior parte delle applicazioni è stato sufficiente utilizzare una luminosità medio-bassa. La torretta reca inoltre un alloggiamento per i filtri colorati standard da 31 – 32 mm di diametro e per un filtro polarizzatore.

CONDENSATORE

Il condensatore di Abbe (Figura 3) è montato in un barilotto metallico nero, possiede un diametro di 39.5 mm, un’apertura numerica dichiarata di 1.25 (in immersione) e una corsa ridottissima di soli 3 mm a ridosso del fermo superiore, che è risultato settato correttamente.

Figura 2 – il condensatore di apertura 1.25. Contrariamente a realizzazioni anche più costose (vedi il modello B3) il barilotto è interamente metallico.

Figura 2 – il condensatore di apertura 1.25. Contrariamente a realizzazioni anche più costose (vedi il modello B3) il barilotto è interamente metallico.

La regolazione dell’altezza avviene tramite un meccanismo elicoidale di facile manovrabilità e nonostante la corsa limitata è risultata sufficiente a sfruttare tutti gli obiettivi.

Figura 3 – L'altezza del condensatore viene variata ruotando l'anello metallico a cui è fissato. In basso si vede l'alloggiamento del LED.

Figura 3 – L’altezza del condensatore viene variata ruotando l’anello metallico a cui è fissato. In basso si vede l’alloggiamento del LED.

Infatti per illuminare uniformemente il campo del 4x e del 10x il condensatore è provvisto di un vetro diffusore incollato (Figura 4) stabilmente nel portafiltri: abbassando al minimo il condensatore e inserendo il filtro, il fondo campo appare illuminato da una bella luce bianca, e solo col 4x si nota una lievissima caduta di luce ai bordi. Per gli obiettivi più forti, invece, si toglie il diffusore (un ulteriore diffusore, più leggero, è comunque installato nel condensatore prima della lente inferiore) e si alza il condensatore fino ad illuminare completamente il piano focale dell’obiettivo. Il condensatore è naturalmente dotato di un diaframma di apertura per la regolazione del contrasto.

 

Figura 4 – il condensatore è dotato di due vetri diffusori permanenti. Quello a destra serve a rendere l'illuminazione del campo più uniforme con gli obiettivi a basso potere. Per l'osservazione con gli obiettivi forti deve essere rimosso.

Figura 4 – il condensatore è dotato di due vetri diffusori permanenti. Quello a destra serve a rendere l’illuminazione del campo più uniforme con gli obiettivi a basso potere. Per l’osservazione con gli obiettivi forti deve essere rimosso.

 

OTTICHE IN DOTAZIONE

Gli obiettivi in dotazione sono degli acromatici EA con filetto DIN e del tipo 160/0.17, il più comune in questa classe di strumenti. Sul revolver si trovano un 4x, un 10x e un 40x (quest’ultimo di tipo molleggiato) e c’è quindi posto per un altro obiettivo: il possessore di questo microscopio troverà sicuramente utili un 20x per esaminare alghe, licheni e microrganismi acquatici, e un 60x o un 100x per le osservazioni di batteri, spore di funghi, ecc. Qualunque serie di obiettivi si usi è però bene che il 40x e l’obiettivo superiore facciano parte della stessa serie in modo da contenere le variazioni del fuoco, che a queste distanze di lavoro sono critiche. Gli obiettivi di serie sono risultati tuttavia poco parfocali in quanto era necessario un aggiustamento sensibile della messa a fuoco micrometrica passando dall’uno all’altro.

Figura 5 – Striscio di sangue umano osservato con l'obiettivo 10x

Figura 5 – Striscio di sangue umano osservato con l’obiettivo 10x

Allo star test con vetrino alluminato e montato in balsamo del Canada naturale, è emersa una correzione molto buona degli obiettivi 4x e 10x (minimo residuo di sferica, cromatica longitudinale e laterale molto ben corrette, distorsione quasi impercettibile, modesta curvatura di campo) e un po’ meno buona del 40x, ben corretto dalla sferica ma con un leggerissimo coma in asse, e inoltre con cromatica laterale e distorsione più evidenti. In effetti dei tre obiettivi in dotazione il 40x era quello che evidenziava il campo corretto più ridotto, con un’immagine buona e ben contrastata solo attorno al centro, una caratteristica che comunque è comune alla maggior parte degli obiettivi acromatici di questa apertura. Provando per confronto una serie di obiettivi Motic ASC (Achromatic Super Contrast) che equipaggiano il modello B3 della stessa Casa utilizzando vetrini con preparati vegetali e animali, gli ASC si sono dimostrati – com’era da attendersi – superiori agli EA, leggermente in termini di contrasto e in misura più apprezzabile come ampiezza del campo corretto, ma per gli usi più comuni la serie EA è apparsa comunque sufficiente. Nelle figure da 5 a 8 sono riportati alcuni esempi di ciò che si può osservare attraverso lo strumento esaminato.

Figura 6 – Stomi osservati con l'obiettivo 10x

Figura 6 – Stomi osservati con l’obiettivo 10x

 

ACCESSORI

Lo strumento viene fornito con una copertina antipolvere, due chiavi a brugola per regolare il fermo del tavolino e per aprire l’alloggiamento della lampada, e caricabatterie alimentato da rete. Gli obiettivi risultano già montati sulla torretta ma sono comunque presenti i barilotti in plastica dove riporli quando non vengono utilizzati, mentre il traslatore deve essere installato sul tavolino, operazione comunque semplicissima. Il manuale è chiaro ed esauriente ma si riferisce a tutti i microscopi di questa serie e occorre pertanto individuare nella spiegazione il modello specifico che interessa. Per gli strumenti a LED come quello in esame c’è un manualetto aggiuntivo contenente informazioni più specifiche per questo tipo di illuminazione.

Figura 7 – Dettaglio di parameci (obiettivo 40x)

Figura 7 – Dettaglio di parameci (obiettivo 40x)

L’importatore offre diversi accessori per la linea di strumenti cui appartiene il 1820: oculari da 5x, 15x e 20x, obiettivi 20x, 60x e 100x (a immersione), oculare e vetrino micrometrici, set di polarizzazione. Non ci sono accessori per il campo oscuro ma questo tipo di illuminazione si può realizzare (a secco) senza troppa difficoltà con del semplice cartoncino nero.

Figura 8 – Epidermide di cipolla (obiettivo 10x)

Figura 8 – Epidermide di cipolla (obiettivo 10x)

 

CONCLUSIONI

Il Motic 1820 LED binoculare è un ottimo microscopio di realizzazione meccanica molto valida e con ottiche più che dignitose. La costruzione robusta e la possibilità di essere usato senza collegarlo permanentemente alla rete (se non durante la ricarica) ne fanno uno strumento ideale per l’uso didattico o per il naturalista che necessiti di uno strumento da impiegare “sul campo” o nel corso di dimostrazioni pubbliche. Il prezzo di listino (febbraio 2011) è di 500 euro IVA inclusa.

Si ringrazia la società Auriga srl di Milano per aver fornito l’esemplare esaminato.

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