Microscopio biologico Celestron LCD Deluxe Digital

di Raffaello Braga

L’avvento dei sensori elettronici in luogo della pellicola ha rivoluzionato non solo il mondo della fotografia in senso stretto, ma più in generale quello dell’ottica, con la produzione di microscopi e binocoli nei quali la componente ottica è integrata da un dispositivo di acquisizione delle immagini. Questa soluzione ha il vantaggio di riunire lo strumento ottico e la macchina fotografica in un unico oggetto, e nel caso del microscopio quello di consentire la visione dei preparati a più persone contemporaneamente. Lo svantaggio è quello di rendere il sistema “rigido” e solo limitatamente implementabile. I microscopi digitali stanno prendendo sempre più piede non solo tra gli strumenti amatoriali ma anche e soprattutto tra quelli professionali, ad esempio in metallografia, e vengono oggi proposti da quasi tutti i costruttori. In questo articolo esaminiamo il microscopio LCD Deluxe Digital della Celestron (#44345).

Figura 1 – Il microscopio Celestron LCD Deluxe Digital

Figura 1 – Il microscopio Celestron LCD Deluxe Digital

Lo strumento ha l’aspetto di un normale microscopio biologico con la differenza che la torretta con gli oculari qui è stata sostituita da uno schermo LCD 10x che funge anche da fotocamera. Questa soluzione presenta il vantaggio di consentire la visione del preparato a più persone contemporaneamente e di poter effettuare fotografie e brevi filmati senza bisogno di collegare una fotocamera o una telecamera esterna. Lo svantaggio è però una minore flessibilità, in quanto l’apparato di ripresa non è sostituibile a piacere, e anche una perdita di dettaglio durante l’osservazione in quanto la qualità d’immagine fornita dal piccolo schermo non è paragonabile a quella che si otterrebbe con una coppia di oculari.

 

Figura 2 – Dettaglio del tavolino traslatore

Figura 2 – Dettaglio del tavolino traslatore

 

STATIVO

Lo stativo è ben disegnato ed ergonomico, ancorché molto essenziale e costituito prevalentemente da parti in plastica rifinite con cura sufficiente. Sotto il tavolino si trova una lampada LED per l’illuminazione in luce trasmessa, di intensità regolabile. L’alimentazione del microscopio si effettua da rete, con un adattatore fornito di serie oppure con quattro batterie AA che permettono un’autonomia superiore a un’ora. Questa possibilità è molto comoda per l’utilizzo in campo o comunque quando non si desidera lasciare il microscopio collegato alla rete.

Figura 3 – Il nonio

Figura 3 – Il nonio

La messa a fuoco avviene muovendo il tavolino con il consueto sistema di manopole coassiali macro e micrometrica. Il movimento è risultato fluido e senza giochi e non ha dato luogo a traslazioni indesiderate.

Figura 4 – Dettaglio dello stativo

Figura 4 – Dettaglio dello stativo

Nella parte inferiore del tavolino, rivolta verso la lampada, si trova una ruota portafiltri con tre filtri di colore verde, blu e rosso, che possono essere utili per aumentare il contrasto. In pratica, però, ho notato che il loro effetto sulle immagini digitali è comunque modesto. Oltre ai filtri ci sono tre fori di vario diametro (1, 3 e 6 mm) per restringere il campo illuminato, anche se conviene utilizzare il più aperto dei tre tutte le volte che è possibile. Gli stop sono realizzati tramite il sistema tacca-molletta.

Un condensatore molto semplice di apertura numerica 0.65 si trova inserito direttamente nel foro del tavolino e serve per poter sfruttare adeguatamente l’obiettivo 40x, ma oltre questo potere è inutile andare.

Figura 5 – L'illuminatore superiore per corpi opachi

Figura 5 – L’illuminatore superiore per corpi opachi

Al di sopra del tavolino si trova il sistema per traslare i preparati. I movimenti sono risultati molto fluidi ma le piccole manopole determinano una certa difficoltà a gestire il posizionamento dei vetrini con l’obiettivo 40x; con un po’ di pratica si riesce tuttavia a superare il problema. Le scale laterali sono graduate in millimetri e dotate di nonio decimale.

Figura 6 – La ruota portafiltri

Figura 6 – La ruota portafiltri

 

OTTICA

Il revolver porta quattro obiettivi acromatici standard (passo DIN, 160/0.17) da 4x, 10x, 20x e 40x, questi ultimi due con l’estremità molleggiata. La qualità di questi obiettivi è risultata senz’altro sufficiente a sfruttare il microscopio, con immagini al centro del campo ben nitide e contrastate. Anche le posizioni di stop sono risultate molto nette, tuttavia tra un obiettivo e l’altro ho rilevato un certo sfasamento che costringe a ritoccare la posizione del preparato quando si cambia obiettivo.

Sullo stativo si trova inoltre un illuminatore LED per l’osservazione di oggetti opachi, ad esempio insetti o minerali, con l’obiettivo 4x. Per sfruttare questa possibilità occorre abbassare al massimo il tavolino per evitare di toccare l’estremità dell’obiettivo. La luce è dotata di interruttore autonomo con regolazione dell’intensità e si può usare in abbinamento con la luce inferiore per osservare oggetti molto spessi e trasparenti oppure microrganismi vivi in acqua.

Figura 7 – Il menu dello schermo LCD

Figura 7 – Il menu dello schermo LCD

Infine troviamo lo schermo-fotocamera, il quale permette un ingrandimento minimo di 40x con l’obiettivo 4x e di 400x con l’obiettivo 40x, pertanto sostituisce la coppia di oculari 10x che si trovano in dotazione ai microscopi tradizionali. Lo zoom digitale permette di applicare all’ingrandimento fornito dagli obiettivi un fattore di moltiplicazione da 1x a 4x, ma con una certa perdita di definizione e un’immagine che inizia a diventare un po’ disturbata.

Lo schermo “al tocco” ha dimostrato di funzionare bene, con una buona sensibilità (migliorabile eventualmente con la penna in dotazione) e una pronta risposta. Lo schermo si può ruotare in orizzontale di 180°.

Figura 8 – Diatomea (40x)

Figura 8 – Diatomea (40x)

UTILIZZO

Il microscopio è di uso molto semplice e non presenta difficoltà di sorta. Dopo l’accensione lo strumento è subito pronto per la visualizzazione dei preparati in luce trasmessa o incidente. Dopo aver acceso l’illuminatore si pone, ad esempio, un vetrino sul tavolino centrando il preparato sul percorso della luce tramite il traslatore, si seleziona l’obiettivo 4x (è quello con cui si dovrebbe sempre iniziare le osservazioni), si mette a fuoco accuratamente (utilizzando eventualmente la messa a fuoco micrometrica) e il gioco è fatto. Durante le operazioni occorre naturalmente selezionare il livello di illuminazione più idoneo ed eventualmente il filtro o l’apertura del diaframma che offrono la maggior nitidezza.

Figura 9 – Sezione di lombrico (4x)

Figura 9 – Sezione di lombrico (4x)

Per aumentare l’ingrandimento fino ad utilizzare quello massimo è bene procedere per passi selezionando obiettivi contigui invece di saltare, ad esempio, dal 4x direttamente al 20x o al 40x. In questo modo ad ogni passaggio si potrà centrare correttamente la posizione della zona in esame nel campo visivo usando il traslatore, in quanto passando da un obiettivo al successivo il preparato andrà soggetto a un certo spostamento nel campo visuale il quale inoltre si restringe passando ad ingrandimenti via via più alti. Inoltre in questo modo l’operazione di messa a fuoco ad alto ingrandimento avviene in modo più graduale e scongiura il rischio che andando a cercare la posizione di fuoco si finisca per urtare il vetrino con l’obiettivo.

Figura 10 – Apparato boccale di ape (4x)

Figura 10 – Apparato boccale di ape (4x)

Una volta inquadrato il soggetto nello schermo LCD è bene impratichirsi un po’ coi movimenti del traslatore (ad alto ingrandimento il preparato si muove velocemente nel campo dello schermo anche per spostamenti minimi) e con le regolazioni della luminosità, sia quella dello schermo che quella del microscopio, esaminando come cambia l’aspetto del preparato usando diaframmi di diversa apertura e filtri di diverso colore, fino a trovare il giusto setup. Con l’obiettivo 40x la messa a fuoco è molto critica e richiede un certo esercizio facendo uso della manopola del movimento micrometrico.

Figura 11 – Semi in germinazione (4x)

Figura 11 – Semi in germinazione (4x)

La fotocamera e lo schermo LCD permettono diverse funzioni interessanti che vale la pena di esplorare. Dopo i settaggi di base (lingua, data, ora, calibrazioni dello schermo, ecc.), tutti facilmente accessibili facendo scorrere il menu col dito o la penna, conviene scegliere la risoluzione: per la maggior parte degli scopi pratici quella permessa dalle caratteristiche del sensore è più che sufficiente, senza bisogno di ricorrere allo zoom digitale. Secondo il tipo di osservazione che si sta compiendo si può poi selezionare la modalità di ripresa più idonea (singolo scatto, scatti multipli, video). Le immagini saranno memorizzate nella scheda interna e si possono richiamare facilmente dal menu di visualizzazione scegliendo gli scatti migliori e cancellando gli altri, e lo stesso si può fare con i video, che avranno però una risoluzione inferiore. Se si desidera si può fare ricorso ad una scheda di memoria supplementare per la quale esiste un apposito alloggiamento.

Figura 12 – Sezione di Agaricus sp. (4x)

Figura 12 – Sezione di Agaricus sp. (4x)

La qualità delle riprese si può giudicare dalle immagini che corredano questo articolo, che ho voluto pubblicare assolutamente grezze e senza ritocchi.

Figura 13 – Spirilli (obiettivo 40x)

Figura 13 – Spirilli (obiettivo 40x)

 

ACCESSORI

Lo strumento è fornito con:

-      alimentatore con presa rete 220V e adattori per presa tipo inglese

-      penna tattile

-      copertina antipolvere

-      cavo USB

-      slot per scheda di memoria supplementare

-      7 vetrini preparati con soggetti vari

-      custodia morbida con maniglia per il trasporto

-      manuale in italiano

Figura 14 – Hydrilla verticillata (4x)

Figura 14 – Hydrilla verticillata (4x)

 

CONCLUSIONI

Ho trovato questo microscopio molto divertente, di uso facile e intuitivo e senz’altro di sicuro interesse per i giovani che si avvicinano all’esplorazione del micromondo ma anche a scopo didattico. La costruzione è robusta, sufficientemente curata, l’ottica è più che discreta e la possibilità di cambiare gli obiettivi è una caratteristica senz’altro apprezzabile in quanto consente di montare ottiche con una maggiore correzione ai bordi.

Figura 15 – Sezione di vescica (20x)

Figura 15 – Sezione di vescica (20x)

 

SPECIFICHE TECNICHE

Tavolino portaoggetti 88 mm  x 88 mm con  traslatore meccanico

Camera digitale con sensore CMOS da 2 MPx (1200×1600) 0.5”; zoom digitale fino a 5 MPx, Ingrandimento del monitor 10x

Monitor LCD touchscreen da 3.5”, zoom digitale 4x, risoluzione 320×240

Messa a fuoco macro e micrometrica con comandi coassiali

Obiettivi acromatici DIN 4x, 10x, 20x, 40x sostituibili

Memoria interna 1 GB

Ruota portafiltri R/V/B/ 1mm, 3 mm, 6 mm

Revolver portaobiettivi quadruplo

Illuminazione incidente e trasmessa tramite LED 6V, 6W

Condensatore

Alimentazione da rete tramite adattatore CA 100 – 220V 50/60 HZ e con batterie (AA x 4)

Peso 1.7 Kg

Dimensioni 175 x 137 x 323 mm

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