Oculari Tecnosky UWA vs Skywatcher Panorama

di Raffaello Braga

Grazie all’intraprendenza dei costruttori cinesi gli oculari a grandissimo campo (UWA, Ultra Wide Angle) stanno spuntando come funghi, e se una volta c’era da svenarsi per procurarsene uno oggi vengono proposti a prezzi molto accessibili. E’ vero che in questi casi non si può pretendere la qualità dei top di gamma ma vale comunque la pena di prenderli in considerazione, soprattutto se si è osservatori solo casuali del cielo profondo o dei panorami terrestri e non si desidera spendere molto per un oculare di pregio.

Ho ricevuto in prova gli Skywatcher Panorama da 23, 15 e 7 mm di focale e i Tecnosky UWA da 28, 16 e 7 mm, di cui riferisco qui sotto.

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Tecnosky UWA vs Skywatcher Panorama. I due oculari maggiori, a sinistra il Tecnosky UWA 28, a destra lo Skywatcher Panorama 23. Il Tecnosky avendo una focale maggiore è più massiccio.

 

COSTRUZIONE

Dal punto di vista meccanico la costruzione è soddisfacente per tutti gli oculari esaminati. I Panorama hanno un bel design, col barilotto gommato e finiture in ottone su cui sono incisi la marca e la focale. In basso il barilotto è cromato e ha un diametro di 2 pollici per il 23 mm e di 31.8 mm per le altre due focali. Ruotando una ghiera si ottiene l’innalzamento di una sezione cilindrica del barilotto superiore la cui funzione però mi sfugge in quanto alla massima elevazione riduce il campo visivo a circa 40° dagli 82° originari.

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Il 15 e il 7 mm della serie Panorama

I Tecnosky sono costruiti interamente in alluminio anodizzato nero con fasce gommate per una presa più sicura, e il design è un po’ meno ricercato rispetto ai Panorama. La conchiglia superiore è di tipo twist-up e può servire per regolare la distanza a cui mettere l’occhio, anche se personalmente ho sempre trovato un po’ inutili questi dispositivi.

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Gli UWA Tecnosky, si noti il largo paraluce twist-up del 28 mm sul quale si può letteralmente appoggiare la faccia.

Tutti i barilotti sono dotati di filettatura per i filtri standard (da 2 pollici nel caso delle focali maggiori).

Il peso degli oculari a focale più lunga è ragguardevole, 925 grammi e 817 grammi per il Tecnosky 28 e il Panorama 23 rispettivamente, mentre gli altri oculari hanno pesi inferiori e meglio gestibili compresi tra 214 (Tecnosky 7) e 407 grammi (Panorama 15).

I trattamenti antiriflessi a strati multipli su tutte le superfici aria/vetro sono una caratteristica ormai acquisita di gran parte degli oculari commerciali, e quelli qui descritti non fanno eccezione. Il colore del trattamento è marcatamente verde per gli Skywatcher e verde-bluastro per gli UWA Tecnosky.

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Il cilindro mobile del Panorama da 15 mm: avendo l’effetto di allontanare l’occhio dalla lente esterna riduce considerevolmente il campo visivo.

 

Lo schema ottico di entrambe le serie è a 7 elementi in quattro gruppi con una disposizione del tipo 2-1-2-2 o 2-2-1-2 (dall’obiettivo verso l’osservatore) si tratta cioè di derivati dell’Erfle a cui viene aggiunto un doppietto di Smith con la funzione di rendere la superficie focale meno curva, correggere un po’ l’astigmatismo del gruppo positivo e aumentare l’estrazione pupillare. Non ho notizie sul tipo di vetri impiegati ma visto il costo presumo che si tratti di vetri comuni.

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La parte inferiore dei Tecnosky verso il doppietto di Smith.

 

OSSERVAZIONE DEL CIELO

Per rendere la prova non troppo severa ma comunque significativa ho fatto uso di un rifrattore apocromatico a f/7, un rapporto focale intermedio tra quello dei catadiottrici e quello dei riflettori dobsoniani; pertanto i risultati del test sono relativi a questo dato, utilizzando strumenti meno aperti di f/7 e con un campo ben corretto le prestazioni di questi oculari possono migliorare ulteriormente rispetto a quanto riportato.

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Il Panorama da 23 mm si è dimostrato un ottimo oculare per l’osservazione terrestre coi cannocchiali apocromatici.

Per prima cosa ho provato gli oculari sul cielo iniziando dal Panorama 23 che ha mostrato una buona correzione dell’aberrazione cromatica, avvertibile proprio solo in prossimità del bordo come un tenue colore violetto. In questo oculare l’astigmatismo si fa via via più evidente ma non giunge mai a essere fastidioso se non proprio al bordo, dove si somma  a un coma modestissimo. Più sensibile invece l’effetto della curvatura di campo che costringe a rifocheggiare man mano che ci si sposta dal centro.  Molto evidente la distorsione angolare, direi anzi troppo evidente: è chiaro che il progettista di questo oculare non aveva in mente un uso astronomico visto che a 2/3 della distanza tra il centro e il bordo del campo l’ingrandimento diminuisce in misura tale da deformare sensibilmente i campi stellari come pure le immagini della Luna e dei pianeti.

Diverso il Tecnosky UWA 28 che mostra una cromatica laterale leggermente più pronunciata del Panorama e tendente al blu più che al violetto, un coma maggiore al bordo (ma la focale non è la stessa del Panorama), modesto astigmatismo e però una distorsione angolare quasi totalmente corretta; si tratta perciò di un oculare per uso esclusivamente astronomico e da questo punto di vista non si rimane delusi: bellissima infatti la visione dei campi di stelle nel Cigno e nell’Aquila e gli ammassi del Presepe e di Perseo.

Il Panorama 15 mostra anch’esso una distorsione angolare non corretta ma che in questo caso risulta meno fastidiosa che nella focale di 23 mm, si può quindi utilizzare sul cielo senza problemi, solo la curvatura di campo rimane sensibile. Buona la correzione della cromatica e anche quella dell’astigmatismo.

Nel Tecnosky UWA 16 abbiamo la stessa cromatica laterale del Panorama 15, forse un filo più corretta, mentre la curvatura di campo e l’astigmatismo al bordo sono evidenti. La distorsione angolare è presente ma tollerabile.

Abbastanza simili infine i due oculari da 7 mm, col Panorama che mostra una migliore correzione della curvatura e il Tecnosky della cromatica. In entrambi gli oculari è presente astigmatismo al bordo (ma nel Tecnosky le stelle si allungano in direzione perpendicolare a quanto si osserva nel Panorama) e nel Panorama ancora un’evidente distorsione angolare, pur se non tale da compromettere la visione sul cielo.

Tutti gli oculari mostrano in varia misura immagini fantasma e un po’ di luce diffusa quando vengono puntati verso sorgenti di luce molto intensa, il che non deve stupire dato l’elevato numero di superfici aria/vetro con cui i costruttori hanno dovuto fare i conti.

In tutti gli oculari l’estrazione pupillare è sufficiente per apprezzare l’intero campo visivo a patto di non indossare gli occhiali. Si tratta perciò di oculari non indicati per gli astigmatici forti, anche perché non sono compatibili con i compensatori commerciali dell’astigmatismo che si inseriscono sull’estremità superiore.

OSSERVAZIONI TERRESTRI

Se i Panorama hanno mostrato un po’ la corda nell’osservazione del cielo si sono poi ampiamente riscattati in quella terrestre in quanto molto ben corretti per la distorsione lineare:  il 23 mm risulta addirittura perfettamente corretto tanto che l’uso di questo oculare in terrestre è un vero piacere, sia perché le immagini non si deformano al bordo sia perché l’accomodamento dell’occhio permette di notare molto meno la curvatura di campo rispetto all’osservazione stellare, sia infine perché la definizione e la resa cromatica sono veramente molto buone. Un po’ meno soddisfacente ma comunque ancora pienamente gradevole anche l’osservazione notturna, durante la quale se si incappa in sorgenti di luce intensa  (fari, lampioni) qualche piccola immagine fantasma, come s’è detto, è inevitabile. Per gli stessi motivi sono ottimi in terrestre anche il 7 e il 15 mm, tra l’altro meno soggetti del 23 a dare riflessi indesiderati.

Nell’osservazione terrestre gli UWA Tecnosky sono risultati invece insoddisfacenti a causa dell’enorme distorsione a cuscinetto, ma del resto su campi apparenti così vasti o si corregge la distorsione angolare o si corregge quella lineare. E’ vero che si può trovare un compromesso tra le due, ma impiegando solo vetri comuni il rischio è poi quello di ottenere un oculare che non sia né carne né pesce e pertanto insoddisfacente per entrambi i tipi di impiego; è quindi positivo il fatto che chi abbia progettato gli UWA lo abbia fatto con in mente uno scopo ben definito – l’osservazione del cielo – per la quale è importante che la distorsione angolare sia ben controllata come in effetti si osserva.

CONCLUSIONI

Gli Skywatcher Panorama hanno mostrato di rendere onore al loro nome, si tratta infatti di validissimi oculari per l’osservazione terrestre, probabilmente quanto di meglio si può trovare nella loro fascia di mercato e un ottimo complemento ai rifrattori rich field e agli spotting scopes catadiottrici. Il 15 e il 7 mm si possono impiegare anche nell’osservazione astronomica.

Gli UWA Tecnosky sono invece oculari dedicati espressamente all’osservazione del cielo, caratterizzati da distorsione angolare ben corretta, buona qualità complessiva e, come i Panorama, ottimo rapporto prestazioni/costo.

Le focali corte non vignettano se accoppiate a una Barlow di lunga focale, ciò che ne aumenta un po’ la versatilità ed espande l’uso di questi oculari anche verso le osservazioni ad alto ingrandimento, ad esempio della superficie lunare.

Si ringraziano Auriga srl di Milano (importatore e distributore per l’Italia dei prodotti Skywatcher) e Tecnosky srl (Felizzano) per avermi prestato gli oculari oggetto del test.

RATING (oculari meglio corretti per le aberrazioni sotto specificate, P = Skywatcher Panorama, T = Tecnosky UWA, in caso di equivalenza l’indicazione è omessa)

Astigmatismo al bordo                 P 15, P 23

Curvatura di campo                     P 7, T 16, T 28

Cromatica                                    T 7, P 15, P 23

Distorsione angolare                    T 7, T 16, T 28

Distorsione lineare                        P 7, P 15, P 23

Immagini fantasma                        T 28

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