Oculari Planetary ED Tecnosky

di Raffaello Braga

PREMESSA

Dai tempi in cui la Vixen mise in commercio la celebre serie LV con lenti al lantanio, gli oculari ad elevata estrazione pupillare hanno acquisito una sempre maggiore popolarità e oggi costituiscono forse la maggior parte degli oculari, sia in versioni dedicate alle osservazioni deep sky sia in configurazioni a corta focale adatte per l’alta risoluzione. Gli schemi più tradizionali (Plössl e ortoscopici di Abbe) sono stati progressivamente relegati in una nicchia di mercato riservata agli appassionati di osservazioni planetarie oppure, nel caso dei pezzi più economici, ai neofiti o forniti di serie coi telescopi commerciali.
Mentre i vecchi Vixen avevano un campo limitato e non erano esenti da difetti, gli oculari delle generazioni successive (molti lettori ricorderanno certamente gli ottimi Pentax XL) sono stati in grado di offrire un campo apparente più vasto e una riduzione delle aberrazioni indesiderate, soprattutto l’effetto di parallasse, particolarmente fastidioso nelle osservazioni del Sole e della Luna.
Dopo i Pentax XL sono arrivati anche altri progetti, ma tutti prodotti in Giappone e a un costo relativamente elevato, riservati perciò agli astrofili più esigenti e con maggiori disponibilità economiche. In questi ultimi anni, tuttavia, i produttori cinesi hanno saputo gettare scompiglio anche nel mercato degli accessori high-end, sia con iniziative proprie che su commissione delle aziende americane ed europee, e oggi abbondano ottimi pezzi d’ottica di prestazioni relativamente elevate, sia in termini di comodità d’uso che di campo apparente, a prezzi abbordabilissimi. Naturalmente chi ne ha la possibilità può sempre acquistare gli “originals”, ma per tutti gli altri esistono ora delle alternative più economiche, anche se un po’ meno performanti.

Figura 1 ED

CARATTERISTICHE TECNICHE

Tra queste ho provato la serie di oculari Planetary ED commercializzati da Tecnosky, sei focali da 5, 8, 12, 15, 18 e 25 mm, tutti con schema ottico a 6 elementi in vetro ED Fully Multi Coated, diametro del barilotto inferiore di 31.8 mm e campo apparente di 60°. Si tratta di oculari meccanicamente molto ben realizzati e anche esteticamente curati, con un design che ricorda vagamente i Pentax XL e XW e che sta prendendo piede anche presso altre marche. La parte superiore del barilotto possiede un paraluce del tipo twist-up, che si può regolare alla distanza ottimale dalla lente superiore, mentre l’estremità inferiore è filettata per accogliere i filtri standard.
Il peso di questi oculari è molto contenuto e non crea problemi di bilanciamento. Il trattamento antiriflessi è di colore verde scuro ed è sembrato molto efficace, come si dirà, per limitare le riflessioni indesiderate. Il progetto prevede, come si è detto, sei lenti in quattro gruppi, di cui quello inferiore costituisce la “barlow” interna, tutti multitrattati. Pesi e dimensioni sono riportati in Tabella 1.

Focale

Lunghezza
(mm)

Peso
(g)

Diametro massimo (mm)

5

84

195

48

8

70

162

48

12

80

179

48

15

73

172

48

18

70

158

48

25

72

170

48

Tabella 1

 

PROVA SUL CAMPO

Gli oculari in questione sono stati provati per mezzo di un rifrattore apocromatico e di un Maksutov-Gregory e i risultati sono riassunti in Tabella 2. La correzione dell’aberrazione cromatica laterale è risultata molto buona, allo stesso livello dei migliori oculari di questa categoria. Non altrettanto si può dire della correzione geometrica fuori asse di tre focali su sei, 15, 18 e 25 mm, ma del resto, come dice anche il nome, questi oculari sono pensati per osservazioni planetarie ad alto ingrandimento, dove conta soprattutto la qualità dell’immagine in asse. Gli oculari di focale più corta, invece, hanno mostrato una correzione molto spinta su tutto il campo, in particolare il 5 e il 12 mm, ciò che ne fa degli ottimi oculari per l’alta risoluzione anche degli oggetti estesi, Sole e Luna. Il 12 mm ha evidenziato però una certa distorsione al bordo, maggiore che nelle altre focali.

Figura 2 ED

Le prestazioni al centro del campo sono state valutate osservando Giove con un Maksutov da 18 cm e sono risultate paragonabili a quelle dei migliori ortoscopi giapponesi usati per confronto, col vantaggio rispetto a questi di avere un’estrazione pupillare elevata che permette di osservare comodamente anche indossando gli occhiali. Dulcis in fundo questi oculari mostrano una parallasse trascurabile, che li differenzia nettamente dai vecchi progetti tipo i Vixen LV, estremamente scomodi.
Nel test per la luce diffusa è stata osservata sia la Luna che alcune luci artificiali non troppo intense (altrimenti la prova sarebbe risultata eccessivamente severa), con le quali si è verificata anche la presenza di immagini fantasma. Quest’ultimo test, in particolare, è stato superato molto bene, nel senso che anche rispetto a oculari molto più costosi di questi (vedere ad esempio il test dei Pentax XL e dei Vixen LVW su Coelum n. 35) nei Tecnosky ED la presenza di immagini fantasma è molto contenuta e limitata a uno o due riflessi tutt’altro che fastidiosi e comunque presenti soltanto con la sorgente di luce al bordo del campo. Anche in questo caso le focali più corte sono risultate quelle meglio corrette.

Focale

Astigmatismo e coma al bordo

Aberrazione cromatica laterale

Luce diffusa

Immagini fantasma

Distorsione

           

5

Ottimamente corretto su quasi tutto il campo

Assente

Lieve

No

Modesta

8

Lieve astigmatismo

Lieve

Lieve

No

Modesta

12

Lievissimo astigmatismo. Ottimamente corretto su quasi tutto il campo.

Assente

Modesta

No

Sensibile

15

Sensibili. Il campo libero da aberrazioni è circa il 70% del totale

Appena percettibile

Modesta

Leggera

18

Sensibile astigmatismo

Appena percettibile

Modesta

Quasi assente

25

Sensibile astigmatismo

Lieve

Modesta

Leggera

 

Tabella 2

Figura 3 ED

E CON LE BARLOW ?

Tutti gli oculari hanno mostrato buone prestazioni anche una volta accoppiati con alcune ottime lenti di Barlow, il che può essere necessario se si utilizzano strumenti molto corti, come i rifrattori apocromatici a tripletto, con i quali nemmeno col 5 mm si riesce a raggiungere l’ingrandimento massimo.
In generale, tuttavia, occorre tenere conto del fatto che gli oculari ad elevata estrazione pupillare incorporano già una Barlow, ciò che permette di poterli realizzare anche in focali cortissime, fino a 2 mm, senza sacrificare la comodità di osservazione. Ma il progettista difficilmente ha tenuto conto della possibilità di usare un’altra Barlow nel percorso ottico, e quindi il risultato finale dell’accoppiata potrebbe non essere sempre entusiasmante. Prima di acquistare una Barlow per questa tipologia di oculari, dunque, è bene fare qualche prova per verificare la qualità dell’immagine risultante, soprattutto al bordo del campo visivo, e l’amplificazione che si ottiene realmente. In Tabella 3, a titolo esemplificativo, ho riportato le amplificazioni che si ottengono con questa serie di oculari e una Barlow apocromatica corta 2.5x. Le variazioni ricavate rispetto al valore nominale della Barlow sono da considerarsi perfettamente normali per oculari di questo tipo. In questa prova l’oculare da 25 mm ha evidenziato una leggera vignettatura.

 

Focale

Amplificazione

   

5

2.7

8

2.2

12

2.5

15

2.2

18

2.2

25

2.4

Tabella 3

 

CONCLUSIONI

I Tecnosky ED sono ottimi oculari per alta risoluzione, particolarmente validi nelle focali più corte che dal punto di vista della qualità dell’immagine si situano allo stesso livello degli ortoscopici e che sono risultate inoltre ben corrette su quasi tutto il campo visivo. Considerando che costano meno di un Plössl di elevata qualità e quanto un ortoscopico giapponese, ma rispetto a questi offrono un campo apparente maggiore e un’estrazione pupillare più elevata, viene legittimo domandarsi se per i vecchi progetti a quattro lenti come appunto i Plössl o gli Abbe, da sempre considerati il massimo per l’alta risoluzione, non sia ormai giunto il momento di un meritato riposo. La risposta dipende dalle circostanze. Chi possiede una serie di buoni ortoscopici giapponesi farebbe male, secondo me, a sbarazzarsene, a meno di non avere sviluppato qualche problema visivo che renda difficoltoso l’impiego di oculari a bassa estrazione pupillare (ma in questi casi si può sempre ricorrere alle lenti di Barlow). Chi invece deve farsi una buona dotazione di oculari partendo da zero o in sostituzione di pezzi obsoleti, può senz’altro considerare questa serie di ED caratterizzata da un ottimo rapporto prestazioni/costo.

Si ringrazia la ditta Tecnosky di Felizzano (AL) per aver messo a disposizione gli oculari testati.

 

(Raffaello Braga – Novembre 2010)

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