Montatura equatoriale Celestron CGEM

di Raffaello Braga

La Celestron CGEM è una montatura equatoriale alla tedesca computerizzata (tecnologia NexStar) che si colloca nella stessa fascia di mercato della diffusissima EQ6, cioé in quel gruppo di montature che costituiscono tipicamente il passo successivo dopo le Vixen GP/SW EQ5. Rispetto alla EQ6, tuttavia, la CGEM incorpora diverse migliorie e funzioni aggiuntive che la rendono, come vedremo, decisamente superiore alla prima. Il test che segue è stato condotto nell’ambito di una valutazione sul campo delle ottiche Schmidt-Cassegrain della serie CGEM (sia in versione tradizionale che Hedge HD) e di cui si riferirà in un articolo dedicato.

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Figura 1

 

CARATTERISTICHE TECNICHE

Pulsantiera                                          LCD, illuminazione a LED

Motori                                                   Servo DC con encoders su entrambi gli assi

Velocità massima                                 5° al secondo

Precisione del software                        24 bit, 0.08 secondi d’arco

Porta di comunicazione per il controllo      RS-232

Porte ai motori                                           1 porta ausiliaria, 1 porta autoguida

Alimentazione                                            12 V CC, 3.2 A, cavo batteria auto di serie

Velocità di inseguimento                            Siderale, lunare, solare

Velocità di puntamento                               5°/s, 2°/s, 1°/s, 64x, 16x, 8x, 4x, 1x, 0.5x

Modalità di inseguimento                            Equatoriale N e S

Software di controllo da PC                        NexRemote su CD con cavo RS-232

GPS                                                           Opzionale

Cannocchiale polare                                  Opzionale

Batteria ricaricabile/Alimentatore da rete   Opzionali

Treppiede                                                  In acciaio, regolabile in altezza

Peso                                                          18.6 kg (26.3 compreso il treppiede)

Procedure di allineamento                         Auto-allineamento, 1 stella, 2 stelle, Allineamento Veloce,

Allineamento Sistema Solare

Richiamo dell’ultimo allineamento

Database                                           40000+ oggetti, 400 oggetti definibili dall’utente

Oggetti NGC                                       7840

Oggetti Messier                                   110

Oggetti IC                                            5386

Oggetti Caldwell                                  109

Galassie Abell                                     2712

Oggetti del Sistema Solare                  9

Asterismi                                              20

Oggetti CCD selezionati                       25

Stelle SAO                                           29500

Oggetti totali nel database                   45492

La montatura (figura 1) si installa in pochi minuti sul treppiede in acciaio fornito di serie, stabile e robusto, adatto anche a sorreggere strumenti discretamente pesanti (il carico massimo dichiarato della CGEM è di 18 kg). Dopo aver messo in bolla e serrato le viti delle gambe, si installano alla base della montatura le due manopole per la regolazione dell’azimut e si mette il tutto sulla testa del treppiede rispettando l’orientazione riportata nel manuale. Una volta fissata la montatura tramite le vite centrale e installato il piatto portaccessori, non resta che montare la barra contrappesi, i contrappesi e successivamente il tubo ottico.

La CGEM è dotata di un’asta contrappesi di 20 mm di diametro e quindi utilizzabile con tutti i contrappesi per la Vixen GP/ SW EQ3-2/EQ5 ecc. Nell’imballo del treppiede viene fornito un contrappeso di circa 8 kg adatto a bilanciare le ottiche Schmidt-Cassegrain da 20 cm ma decisamente troppo pesante per strumenti di dimensione minore. La testa del treppiede viene fornita in posizione tale che l’asta contrappesi si trovi tra due gambe del treppiede per facilitare l’uso di aste contrappesi molto lunghe.

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Figura 2

La CGEM è dotata di sede per le slitte a coda di rondine tipo Losmandy che si trovano premontate sui tubi ottici Schmidt-Cassegrain da 8, 9.25 e 11 pollici che fanno parte rispettivamente delle serie CGEM 800, 925 e 1100. La montatura e gli OTA sono comunque disponibili anche separatamente. Il serraggio del tubo ottico avviene tramite due grosse viti (figura 2) facili da comandare, che agiscono a loro volta su una barra che va a premere contro la slitta fissata al tubo. Con questo sistema il serraggio del tubo ottico è più sicuro e la barra non viene segnata dalle viti. Poiché parte dei test sono stati effettuati con un rifrattore Celestron 100ED e un Maksutov SW da 18 cm, ho installato nell’alloggiamento un riduttore Geoptik per le barre tipo Vixen.

Figura 3

Figura 3

Una volta montata, la CGEM presenta una bella estetica arrotondata, priva di angoli acuti contro cui sarebbe facile farsi male al buio. Le manopole sono tutte di buona fattura, grandi e ben manovrabili, incluse quelle dell’asse azimutale (figura 3), e anche il pannello di controllo è ben accessibile, con un pulsante di accensione ben dimensionato. L’unica cosa che non mi è piaciuta è il cavo della pulsantiera, decisamente troppo corto.

La montatura si bilancia nel solito modo comune a tutte le equatoriali alla tedesca, sbloccando cioé gli assi e bilanciandoli singolarmente regolando la posizione dei contrappesi e quella del tubo sulla controslitta fino a ottenere un bilanciamento corretto. Secondo il manuale di istruzioni il sistema telescopio-contrappesi dovrebbe avere una leggera sbilanciatura verso est, in modo che i meccanismi incontrino una lieve resistenza. In pratica è difficile regolarsi sempre per il meglio essendovi la necessità di cambiare accessori di diverso peso durante le osservazioni: variare la posizione dei contrappesi durante una stessa sessione solo per rispettare questa raccomandazione può influire negativamente sulla precisione di puntamento tanto che nel caso si debba rifare la bilanciatura il manuale prevede una serie specifica di operazioni da compiere per non perdere i settaggi raggiunti.

Figura 4

Figura 4

La scala della latitudine (figura 4) è grande e ben leggibile e permette di apprezzare il quarto di grado. L’inclinazione dell’asse si regola facilmente grazie alla comoda manopola posteriore. La stabilità è garantita da una vite frontale dalla parte opposta della montatura. Per l’azimut le due viti a contrasto risultano invece un po’ dure da manovrare, nonostante le dimensioni.

Figura 5

Figura 5

Il pannello di controllo (figura 5) prevede una porta per la pulsantiera di controllo, una porta per l’autoguida e una porta ausiliaria, oltre all’ingresso per lo spinotto dell’alimentatore (polo positivo al centro) e all’interruttore. Per l’alimentazione sono richiesti 12V DC e una corrente di almeno 4 ampere poiché questo è il picco di assorbimento a cui può arrivare il motore. Per la prova ho usato un alimentatore stabilizzato di produzione cinese (se ne trovano a basso costo su ebay) in grado di fornire una corrente massima di 5 ampere, sufficiente per tutte le operazioni.

I motori servo a corrente continua sono contenuti interamente nel carter dell’asse di declinazione, non sono quindi accessibili senza aprire quest’ultimo e non esiste quindi la possibilità di controllare direttamente il movimento dei motori in caso di veri o presunti malfunzionamenti senza smontare la protezione. Come in altre montature computerizzate anche nella CGEM mancano i movimenti micrometrici manuali, di conseguenza in mancanza di corrente la montatura diventa inservibile.

 

IL FIRMWARE

I firmwares della CGEM (nel caso presente la versione HC 4.19) e del Synscan EQ5/EQ6 offrono entrambi le stesse funzionalità minime di base (allineamento, GOTO, compensazione del backlash e del PEC, data base di oggetti, scelta della velocità, ecc.) ma per la CGEM troviamo moltissime funzioni aggiuntive (figure 6 e 7) e anche alcune di quelle di base sono state notevolmente raffinate. Nell’uso pratico ho apprezzato particolarmente le seguenti caratteristiche:

a – la presenza di un orologio interno che non costringe a reinserire nuovamente la data e l’ora ad ogni sessione osservativa (ma è comunque opportuno verificarli ogni volta).

b – le istruzioni di allineamento e stazionamento che scorrono sul display.

c – la selezione automatica della velocità di movimento degli assi durante le operazioni di allineamento (moto veloce per centrare l’oggetto nel cercatore, moto lento per centrarlo nel campo dell’oculare), entrambe definibili dall’utilizzatore una volta per tutte invece di doverle selezionare di volta in volta.

d – la funzione di allineamento guidato al polo celeste utilizzando stelle lontane dal polo stesso. Questa funzione risolve il problema di stazionare la montatura da una postazione da cui il polo non è visibile.

e – la possibilità di puntare il Sole dal menu del GOTO e di utilizzarlo anche per allineare il telescopio durante il giorno.

f – la funzione di “ibernazione” (HIBERNATE) che permette di bloccare il telescopio in una posizione qualunque, spegnerlo e riaccenderlo successivamente senza perdere l’allineamento e senza essere costretti a riportarlo nella HOME POSITION (possibilità che comunque è conservata). La funzione è simile allo SLEEP SCOPE del Meade Autostar.

g – la funzione GOTO RA/Dec che permette di muovere il telescopio su coordinate equatoriali scelte dall’utilizzatore senza dover prima associarle a un oggetto tra quelli definibili dall’utente.

h – la funzione PRECISE GOTO che permette di puntare oggetti molto deboli portandoli al centro del campo di un oculare a medio o alto ingrandimento tramite il calcolo della differenza tra la posizione dell’oggetto come puntata dal GOTO e quella di una stella luminosa molto vicina ad esso che viene centrata dall’utilizzatore.

Figura 6

Figura 6

Figura 7

Figura 7

 

OPERAZIONI PRELIMINARI

Le operazioni preliminari da compiere prima di poter usufruire delle funzionalità del GOTO sono quelle che vengono richieste da ogni sistema di questo tipo, vale a dire portare la montatura in una posizione prestabilita nella quale gli indici posti sugli assi coincidono (INDEX POSITION), metterla in bolla e inserire luogo, data e ora (eventualmente impostando quella estiva). A questo punto l’orologio interno inizia a scorrere e tutte le volte che si accenderà la montatura luogo e ora verranno riproposti per le necessarie verifiche o modifiche. Esiste una funzione di calibrazione (CALIBRATE MOUNT —> RA SWITCH) che serve a compensare eventuali errori nel posizionamento degli indici.

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TEST DEL GOTO

La funzione di GOTO del firmare della CGEM è decisamente più sofisticata e flessibile rispetto ad altri firmwares di puntamento commerciali. Il sistema viene istruito facendogli puntare due stelle dette di “allineamento” situate nella stessa zona di cielo e dalla stessa parte del meridiano. Queste stelle sarebbero sufficienti a mappare il cielo con l’accuratezza necessaria a garantire un buon puntamento se non intervenissero i giochi e le imprecisioni che sono intrinsecamente presenti in ogni sistema meccanico. Per compensarli la procedura di allineamento deve essere completata con un certo numero di stelle dette di “calibrazione”. I due gruppi di stelle devono essere da parti opposte rispetto al meridiano, e l’utilizzatore può scegliere quale parte di cielo utilizzare per le une e le altre secondo la convenienza del momento e l’eventuale presenza di ostacoli alla visuale.

Esiste anche una possibilità di allineamento veloce (QUICK ALIGN) che fa uso semplicemente delle informazioni posizionali, della data e dell’ora, e l’allineamento a una sola stella (ONE STAR ALIGN). La precisione è bassa in entrambi i casi, ma l’allineamento a una stella è comunque sufficiente a portare gli oggetti nel campo del cercatore se la montatura è stata stazionata accuratamente al polo.

 

Allineamento a due stelle

Il primo test di puntamento è stato effettuato con uno strumento leggero, un rifrattore da 10 cm di diametro e 900 di focale del peso di quattro chilogrammi (accessori compresi) e usando due stelle di allineamento ma soltanto una di calibrazione, senza stazionare la montatura al polo se non molto grossolanamente (la postazione da cui è stato effettuato il test è ostruita a nord). Selezionando Sirio e Betelgeuse e calibrando su Regolo ho ottenuto un puntamento discreto che portava tutti gli oggetti in un ortoscopico da 25 mm che forniva un campo reale di 1.2 gradi. Gli oggetti non si posizionavano al centro, ma aggiungendo un’altra stella di calibrazione (Denebola) la precisione di puntamento aumentava considerevolmente e arrivando a quattro stelle gli oggetti finivano al centro del campo dell’oculare. Un puntamento quindi molto buono che ho apprezzato soprattutto nell’osservazione delle stelle variabili e delle stelle doppie. Il test del GOTO, per il quale ho utilizzato un oculare micrometrico calibrato, è riassunto qui sotto:

Allineamento: Sirio + Procione

Calibrazione: Regolo + Zosma + Denebola + Cor Caroli

GOTO Algieba                    errore 66″

GOTO Bellatrix                     errore 39″

GOTO Betelgeuse               errore 22″

GOTO Rigel:                        errore 0″ (stella esattamente al centro)

GOTO Chara (Beta CVn)     errore 61″

GOTO Alkaid (Eta UMa)       errore 66″

Variando le stelle di allineamento e di calibrazione e il carico della montatura (fino a 10 kg) la precisione di puntamento è comunque rimasta entro un errore di 70″, spesso scendendo sotto i 20″. Siamo quindi ad un livello di precisione (soprattutto dopo l’allineamento al polo) decisamente buono, in grado di soddisfare anche gli astrofili più esigenti. Rispetto al Synscan il firmware  della CGEM permette una maggiore flessibilità in fase di allineamento: mentre col primo le stelle da utilizzare (la seconda e la terza nell’allineamento a tre stelle) sono scelte dal sistema, con la CGEM è l’utilizzatore a effettuare la scelta più conveniente sia delle stelle di allineamento sia di quelle di calibrazione, con il solo vincolo (imposto dal programma) che i due gruppi non siano dalla stessa parte del meridiano e che le stelle siano più luminose della magnitudine 2.5.

La precisione di puntamento di questa montatura può fare sicuramente la felicità degli appassionati di osservazioni diurne, in particolare di Mercurio e Venere che sono sempre stati portati vicinissimi al centro del campo dell’OR 25. Per l’osservazione di Mercurio in pieno giorno è però opportuno mettere prima a fuoco su Venere (se possibile) dopo aver inserito nell’oculare un filtro arancio.

Dal test è emerso che nella maggior parte dei casi le stelle più vicine a quelle di allineamento erano puntate con maggior precisione: questa è una caratteristica di molti sistemi GOTO, non a caso il manuale della CGEM suggerisce di aggiornare le stelle di allineamento quando l’osservazione si protrae molto a lungo e le stelle originali usate per istruire il programma si sono allontanate sensibilmente verso l’orizzonte ovest. Per rifare l’allineamento non è necessario ripetere tutta la procedura, basta sostituire nella memoria del firmware la stella o le stelle precedentemente selezionate con altre scelte opportunamente e che occorre puntare nel modo consueto.

 

Allineamento con oggetti del Sistema Solare

Grazie all’accuratezza di calcolo del programma, è possibile istruire il GOTO anche utilizzando il Sole, la Luna e i pianeti. Per testare la procedura ho preso a riferimento il Sole e poi ho cercato Mercurio e Venere (di giorno), e la Luna e Saturno di notte dopo aver ibernato (vedi oltre) la montatura.

Per puntare il Sole il firmware prevede un’istruzione apposita per inserire l’astro diurno nel database del Sistema Solare (che in partenza ne é privo per i soliti motivi di sicurezza), eseguita la quale appare il consueto avviso sui pericoli dell’osservazione diretta senza protezione adeguata: con l’istruzione ENTER avviene infine il puntamento. L’allineamento così effettuato si è mostrato sufficiente a portare Venere, facilmente visibile con un minimo ausilio ottico grazie alla sua luminosità, nel campo del cercatore. Il piccolo cannocchiale non è però riuscito a mostrare Mercurio nella piena luce del giorno e nel cielo polveroso e fosco di Milano, e a causa dell’imprecisione nel puntamento anche i tentativi di individuarlo col telescopio principale sono falliti.

Dopo aver ibernato il telescopio in questa modalità, l’ho riattivato la sera successiva notando che la Luna e Saturno venivano portati entrambi nel campo del cercatore, e diverse stelle entravano anche nel campo di un Hyperion Aspheric (2.8 gradi reali).

 

STAZIONAMENTO AL POLO CELESTE

Successivamente ho esplorato la procedura di stazionamento al polo (POLAR ALIGN), la caratteristica senza dubbio più interessante di questa montatura perché permette a chi non ha la possibilità di vedere il polo celeste – è il caso tipico degli osservatori cittadini – di allineare l’asse polare della montatura con il polo senza dover ricorrere al metodo della deriva. La montatura risolve questo problema di astronomia sferica puntando una stella scelta dall’utilizzatore dapprima tramite la sola routine di GOTO e poi assumendo uno stazionamento perfetto al polo: compensando lo scarto tra le due posizioni per mezzo dei movimenti manuali in azimut e altezza dell’asse polare l’osservatore può così allineare l’asse col polo celeste.

Prima di effettuare l’operazione è necessario istruire il GOTO nel miglior modo possibile secondo la procedura esposta più sopra e scegliere la stella di sincronizzazione (quella che viene usata per lo stazionamento) nella stessa regione di cielo delle precedenti. Il manuale raccomanda di usare una stella alta e prossima al meridiano, pertanto nel test (a inizio marzo 2011) mi sono servito di Procione. Dopo aver dunque allineato a due stelle, calibrato con quattro e stazionato al polo con la procedura assistita, ho verificato lo stazionamento in azimut dell’asse polare col metodo della deriva in declinazione ottenendo un valore di 0.15 secondi d’arco al minuto verso sud, quindi uno stazionamento decisamente buono. Il risultato non ha ovviamente validità generale ma è relativo al setup specifico usato durante la prova, alle stelle scelte per l’operazione e all’esemplare di CGEM esaminato.

Per l’osservazione visuale ad alta risoluzione, comprese la misura di stelle doppie e la determinazione di transiti e di posizioni alla superficie dei pianeti, lo stazionamento assistito risulta più che sufficiente, ma per applicazioni più critiche come la fotografia del cielo profondo, può essere opportuno, se si vuole, un piccolo ritocco dello stazionamento per mezzo del metodo della deriva fino ad eliminarla del tutto.

Dopo aver eseguito lo stazionamento al polo è necessario rifare l’allineamento del GOTO visto che l’asse polare ha mutato posizione. A questo punto, se non intervengono variazioni notevoli nel carico della montatura, si può sfruttare l’allineamento raggiunto senza doverlo ripetere ogni volta. Se il tubo ottico viene rimosso e poi di nuovo posizionato sulla montatura l’errore di puntamento potrebbe aumentare e quindi in questo caso è bene ripetere la procedura di calibrazione a quattro stelle.

Durante lo stazionamento può capitare di accorgersi di uno scostamento eccessivo dell’asse polare dal polo vero, tale per cui i movimenti fini in azimut (azionati da manopole) si rivelino insufficienti a compensare tale scostamento e costringano a muovere in blocco tutto il treppiede. Poiché quest’ultimo, per quanto rigidamente fissato alla base della montatura, possiede comunque una certa flessibilità attorno ai punti di attacco, succede che muovendo il treppiede (con tutto il peso che gli sta sopra) mentre si guarda nel cercatore o nell’oculare per centrare la stella, si introducono inevitabilmente delle tensioni meccaniche che poi col tempo portano a un disallineamento di tutto il sistema. Se si constata che è necessario muovere il treppiede per portare la stella al centro del campo, conviene effettuare comunque questa operazione, poi annullare la procedura col tasto UNDO, sollevare il treppiede per rilasciare le tensioni e ripetere di nuovo il POLAR ALIGN sfruttando questa volta solo i movimenti fini dell’asse polare.

 

HIBERNATE E LAST ALIGNMENT

La funzione HIBERNATE permette di congelare il telescopio in una posizione qualunque  – che non necessariamente deve essere la HOME POSITION – spegnere tutto e poi recuperare automaticamente l’allineamento alla successiva accensione. Questa funzione si rivela davvero utilissima e di fatto, una volta stazionata la montatura al polo e allineato il GOTO con la massima precisione possibile, se la montatura non viene spostata e il tubo ottico non viene cambiato non sarà più necessario ripetere l’allineamento. Tuttavia la precisione di puntamento può risentirne, soprattutto se la montatura rimane spenta per diversi giorni, pertanto è consigliabile rifare l’allineamento se la posizione delle stelle in cielo è cambiata significativamente rispetto al giorno e all’ora in cui il telescopio è stato ibernato e reinserire l’ora corretta.

La funzione LAST ALIGNMENT permette di recuperare l’ultimo allineamento effettuato se il telescopio viene spento accidentalmente o se viene a mancare improvvisamente la corrente senza aver avuto la possibilità di ibernarlo.

 

DAMPING TIME, ERRORE PERIODICO, RUMOROSITA’

Con un carico leggero (4 kg più i contrappesi) la CGEM smorza le vibrazioni in meno di un secondo, praticamente all’istante. Caricando la montatura con pesi più significativi (un MC da 18 cm con cercatore da 50 mm, diagonale da 2 pollici e oculare Hyperion per un totale di una decina di kg, più i contrappesi) il damping time si situa tra uno e due secondi, un valore più che accettabile. Non ho testato carichi maggiori. La robustezza dell’insieme si è fatta apprezzare particolarmente nella misura di stelle doppie, sia con l’oculare micrometrico che col micrometro filare, in cui occorre operare con la massima precisione possibile su un supporto che riduca al minimo le vibrazioni.

L’errore periodico è stato stimato visualmente (non si tratta quindi una misura precisa ma solo una valutazione approssimativa) su una stella in meridiano tramite un oculare micrometrico tarato che nel corso di una mezz’ora di osservazione a 300x ha mostrato oscillazioni di circa 10 secondi di ampiezza (20 secondi di oscillazione da un estremo all’altro), senza correzione PEC.

Ho trovato la montatura un po’ rumorosa, soprattutto in declinazione, ma questa caratteristica varia da un esemplare all’altro e in funzione del carico e quindi l’esito della prova da questo punto di vista è solamente indicativo.

 

FOTOGRAFIA

Questo test non comprende una prova dell’utilizzo fotografico della montatura, tuttavia ho constatato come la CGEM permetta, dopo il solo stazionamento polare assistito e senza correzione PEC, pose non guidate fino a mezzo minuto con una Canon EOS 1000D al fuoco diretto di un SC di 2 metri di focale. Risultati leggermente migliori – senza ancora ricorrere all’autoguida – si possono ottenere stazionando precisamente col metodo della deriva e soprattutto correggendo l’errore periodico.

Prima di ogni sessione fotografica, guidata o no, conviene sempre calibrare il GOTO con l’apposita funzione CALIBRATE dopo aver installato e bilanciato tutta l’attrezzatura che si impiegherà, compensare il backlash e richiamare la correzione dell’errore periodico (PEC —> PLAYBACK).

Il software della CGEM permette di inseguire gli oggetti del cielo anche nel corso dell’attraversamento del meridiano senza dover cambiare la posizione del tubo.

 

PULSANTIERA

Il controllo della montatura avviene tramite una pulsantiera tipo Nexstar (figura 7) facile da usare e funzionale. La pulsantiera, con display LCD, possiede una retroilluminazione rossa che può essere regolata dall’utilizzatore. La pulsantiera del Synscan avvisa con un segnale acustico il termine delle operazioni richieste (allineamento, parcheggio, ecc.) mentre quella della CGEM riporta solo una barra rotante di cui occorre attendere la scomparsa.

La CGEM è utilizzabile anche tramite PC tramite la porta di comunicazione RS-232 e cavetto dedicato.

 

CATALOGHI, MANUALE

Il firmware della CGEM permette di selezionare oltre 40.000 oggetti tra le seguenti categorie/cataloghi:

Stelle con nomi propri (es. Vega, Deneb, Capella, ecc.)

Oggetti con nomi propri (es. Pleiadi, Presepe, ecc.)

Stelle doppie (un elenco di stelle doppie brillanti particolarmente belle)

Stelle variabili

Asterismi

Oggetti CCD particolarmente interessanti

Oggetti IC

Oggetti Abell

Ogetti Caldwell

Oggetti Messier

Oggetti NGC

Sole

Luna

Pianeti

Costellazioni

400 oggetti definibili e memorizzabili dall’utilizzatore (invece dei 25 del Synscan)

Purtroppo in tutta questa abbondanza manca ancora una volta la possibilità di puntare una stella in base alle designazioni di Bayer e di Flamsteed, che sono le più usate e le più semplici da ricordare, e questa sembra essere un’idiosincrasia dura a morire nei sistemi GOTO. Il database delle stelle propone infatti soltanto i nomi propri, per giunta solo delle stelle più brillanti. Tuttavia dal sito della Celestron è possibile scaricare e stampare l’elenco delle corrispondenze con le designazioni greche o numeriche.

Il manuale in inglese è essenziale ma chiaro (un po’ nebulosa in alcuni punti la procedura del PEC) mentre quello in italiano avrebbe bisogno di una sistemata. Comunque i dettagli di alcune procedure vanno necessariamente scoperti da soli strada facendo.

 

SITI CONSIGLIATI

Dal sito internet della Celestron (www.celestron.com) è possibile scaricare gli aggiornamenti dei programmi di controllo della montatura, il manuale in inglese, l’elenco delle stelle di allineamento con le corrispondenze Bayer/Flamsteed e un certo numero di FAQ che approfondiscono aspetti dell’utilizzo della montatura sui quali il manuale è piuttosto sintetico.

Esiste inoltre un gruppo Yahoo! di utilizzatori della CGEM dove è possibile trovare una quantità considerevole di informazioni, esperienze e consigli. L’indirizzo è

http://groups.yahoo.com/group/CelestronCGEM

 

CONCLUSIONI

L’impressione che ho avuto della CGEM è senz’altro molto positiva sia in termini di stabilità sia in termini di precisione di inseguimento e soprattutto di puntamento. Queste caratteristiche, unite alla possibilità di stazionamento assisitito al polo e a tutte le altre funzioni contenute nel firmware, giustificano pienamente, secondo me, il delta costo con la più diffusa EQ6/Synscan.

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