Torrette binoculari contro: Tecnosky vs William Optics

di Roberto Porta

Premessa

In questi ultimi anni le torrette binoculari sono divenute accessori quasi irrinunciabili per gli astrofili visualisti. La visione a 2 occhi, oltre che infinitamente più comoda regala visioni spettacolari dei panorami lunari e dei dettagli planetari in maniera decisamente più gratificante rispetto alla classica osservazione monoculare e spesso è molto redditizia anche nel deep sky.

Le due contendenti

La William Optics Binoviewer Type I è una vecchia conoscenza nel mio corredo astronomico: comprai la prima nell’oramai lontano 2007 che andò letteralmente distrutta a causa di una rovinosissima caduta l’anno successivo… Ricomprata nel 2008 l’ho tenuta fino al 2013, anno in cui l’ho venduta e sostituita con una Tecnosky che posseggo tuttora. Nel Marzo 2015 dopo 2 anni dalla cessione mi sono ricomprato la stessa Binoviewer ceduta in precedenza e oggi ho entrambe le torrette.

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La William Optics viene unicamente commercializzata in bundle con 2 oculari da 20 mm WA66 e un estrattore di fuoco 1.6x mentre la Tecnosky si può acquistare sia in confezione singola con estrattore di fuoco 2x che in abbinamento a una o due coppie di oculari; l’esemplare in mio possesso è stato acquistato senza oculari e successivamente ho comprato una coppia di Tecnosky BST Flatfield 12 mm. Oltre all’estrattore 2x è disponibile anche un 1.6x che però va acquistato a parte.

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Strutturalmente le due torrette sono molto simili, completamente realizzate in metallo con naso da 31.8mm permettono sia la regolazione diottrica per entrambi gli oculari che la regolazione della distanza interpupillare per la quale la William Optics sfoggia una pratica scala.

Sebbene non sia una pratica attuabile da chiunque è opportuno ricordare che le due torrette permettono operazioni di collimazione.

Entrambe le torrette presentano parti ottiche trattate multistrato (STM coated la William Optics e FMC la Tecnosky).

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Differenze sostanziali ce ne sono, sia ottiche che meccaniche.

Otticamente parlando la Tecnosky presenta un’apertura libera sui prismi di 22 mm, un valore ragguardevole che permette l’utilizzo anche di oculari di generosa focale e con un campo apparente tutt’altro che risicato. Più modestamente la William Optics ha prismi con apertura libera di 20,2 mm, un particolare che ne indica l’uso a chi non pretende osservazioni a largo campo.

Meccanicamente invece la differenza più evidente la si incontra nei portaoculari; la Tecnosky presenta due ghiere coassiali per ogni oculare: la prima dal basso pratica la regolazione diottrica mentre azionando la seconda si blocca in sede l’oculare.

La William Optics presenta un sistema meno raffinato con classici portaoculari con vite di bloccaggio che praticano la regolazione diottrica con la semplice rotazione. Entrambe le torrette hanno i portaoculari con delle linguette di bloccaggio in ottone. Anche per il montaggio dell’estrattore di fuoco le torrette presentano la classica filettatura filtri all’interno del naso da 31.8 mm.

Osservazioni pratiche

Entrambe le torrette sono state utilizzate prevalentemente in abbinamento a un OTA Meade Schmidt-Cassegrain 10” f/6,3 e in misura minore con un rifrattore William Optics Zenithstar 66ED.

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Lo Schmidt-Cassegrain commerciale è infatti uno schema ottico particolarmente indicato per l’uso con la torretta binoculare per via del suo dispositivo di messa a fuoco basato sulla traslazione dello specchio primario, soluzione spesso criticata perché non è esente da inconvenienti ma che genera un backfocus generosissimo, più che sufficiente per soddisfare anche la richiesta di accessori particolarmente esigenti come le torrette binoculari. Naturalmente se si decidesse di ricorrere agli OCS non si incontra alcun problema. Problemi di raggiungimento del fuoco ne ho incontrati invece utilizzando il rifrattore Zenithstar accreditato di soli 400 mm di focale; impossibile andare a fuoco utilizzando le torrette in maniera convenzionale. Lo stratagemma che ha avuto successo è consistito nell’avvitare l’OCS 1.6x al barilotto di un diagonale a prisma da 31.8 mm che presentava la filettatura filtri; inutile dire che il potere di amplificazione era molto elevato, al punto che è stato impossibile abbracciare completamente la Luna o il Sole nel campo degli oculari da 12 mm.

Come ho già accennato la torretta William Optics la uso da parecchio tempo e di conseguenza è stata utilizzata con molteplici combinazioni di oculari ed estrattori; sono passato dagli oculari 20 mm WA66 offerti a corredo a una coppia di Tele Vue PL 15 mm raggiungendo un abbinamento quasi definitivo con una coppia di Tecnosky Super Ortho 16.8 mm con i quali sviluppavo 120x senza OCS e 170x con OCS 1.6x, combinazione con la quale la torretta è stata venduta. Al riacquisto la torretta lavora in abbinamento a una coppia di Tecnosky Flatfield 12mm con 60° di campo apparente con i quali si esprime a 166x senza OCS e 220x con OCS 1.6x.

La Tecnosky si è sempre trovata perfettamente a suo agio con gli oculari William Optics con i quali sviluppa 100x senza OCS, 180x con l’OCS 2x e 230x con l’OCS 2,7x acquistato separatamente. Spesso ho avuto l’impressione che l’acuità degli oculari migliora con l’uso dell’OCS in dotazione mentre ho trovato tutt’altro che irresistibile l’OCS 2.7x che non è altro che il gruppo ottico della Barlow acromatica 2x Telescope Service da 65 euro! Oltre che a perdere leggermente definizione soffre anche di un leggero cromatismo che diviene evidente durante le osservazioni di Venere.

Nonostante gli ingrandimenti non siano elevatissimi e comunque ben inferiore a quelli che solitamente si utilizzano nella visione monoculare a parità di seeing, raramente si sente il bisogno di ingrandimenti superiori; la visione streoscopica infatti esalta la sensazione di ingrandimento e la percezione dei dettagli maggiormente immediata ne completa il quadretto. Anche al di sotto dei 200x è facile percepire dettagli lunari particolarmente minuti come alcuni microcrateri all’interno di Plato, le rimae Bradley, Hadley, Alphonsus e Cauchy. Anche dettagli più sfuggenti come i domi lunari sono più immediati.

Durante l’osservazione lunare entrambe le torrette producono un riflesso parassita che si genera nel treno ottico destro e con gli occhi in certe posizioni diviene fastidioso.

L’osservazione planetaria è quella maggiormente gratificante anche se occorre precisare che non è vero che in binoculare si osserva sempre di più. In condizioni di seeing eccellenti l’osservazione monoculare ad elevato ingrandimento è spesso più produttiva ma si sta parlando di condizioni di calma atmosferica che quando va bene si verificano 3 volte l’anno! In tutte le altre situazione il binoculare vince facile, specie in condizioni di seeing sufficiente/discreto ossia quando osservando in monoculare si ha sempre l’impressione che qualcosa non va… Giove mostra praticamente sempre le 2 bande equatoriali dense di dettagli e la stessa cosa vale per le bande temperate. Anche parlando di Saturno e Marte l’osservazione binoculare ha il suo perché ma è osservando il Sole che la visione streoscopica esprime tutto il suo potenziale. La granulazione è evidente anche osservando con piccole aperture (66 mm per il rifrattore e 78 mm decentrati per il catadiottrico) e se oltre all’Astrosolar si monta anche un filtro colorato l’immagine è ancora di maggiore effetto e la messa a fuoco la si fa direttamente sulla granulazione!

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Noie ed inconvenienti

Tecnosky:

  • La filettatura filtri all’interno del naso da 31.8 mm ha una rifinitura insufficiente in quanto qualsiasi accessorio diverso dall’OCS di serie non si avvita completamente fino in fondo.
  • I portaoculari non stringono in maniera univoca gli oculari che presentano la classica scanalatura di sicurezza sul barilotto come nel caso dei Tecnosky Flatfield in mio possesso col risultato che azzeccare il perfetto allineamento è una scommessa. Nessun problema invece se gli oculari hanno barilotti conici o lisci.
  • Lo sdoppiamento del fascio ottico non è perfettamente uguale ma propende verso l’oculare destro in maniera non fastidiosa ma apprezzabile.
  • I portaoculari presentano parti interne intrise di grasso.

William Optics

  • La vite di collimazione è originariamente bloccata da una colata di ceralacca; lo sblocco della stessa è stato praticato dalla precedente proprietaria che si è rivolta ad un professionista di materiale ottico.
  • Le viti di blocco dei portaoculari vanno azionate con cautela per non causare disallineamenti.
  • I portaoculari presentano parti interne intrise di grasso.
  • La scala che indica la distanza interpupillare non è precisissima.
 

William Optics Binoviewer

Tecnosky torretta binoculare

Peso

520g

525g

Prismi diametro

20.2mm

22mm

Materiale prismi

BaK4

Non dichiarata

Trattamento prismi

Multistrato

Multistrato

Regolazioni diottriche

Si

Si

Regolazione interpupillare

Si

Si

Portaoculari

31.8mm

31.8mm

Naso

31.8mm

31.8mm

Accessori in dotazione

2 oculari 20mm WA66, estrattore di fuoco 1.6x, scatola

Estrattore di fuoco 2x, valigetta in alluminio

Prezzo

240 euro

185 euro

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