Visori binoculari Baader Maxbright e TS

L’osservazione telescopica con visori binoculari sta diventando sempre più popolare tra gli astrofili e diverse ditte italiane e straniere offrono una vasta gamma di visori per l’utilizzo con qualunque tipo di telescopio. Si tratta di una tendenza recente nel campo dell’astronomia non professionale almeno rispetto ad altri settori dell’hobbistica, come la microscopia ottica, dove l’impiego delle teste binoculari è una pratica ormai consolidata anche negli strumenti più economici. Tradizionalmente i telescopi vengono costruiti per consentire l’osservazione con un occhio solo, principalmente perché così i telescopi sono nati e perché in questo modo ne viene semplificata la costruzione. Il sistema visivo umano, tuttavia, si è evoluto per l’osservazione con due occhi, e impiegarne uno solo comporta una perdita di dettaglio, contrasto, colore e sensazione di tridimensionalità. L’osservazione binoculare è pertanto più efficiente e soprattutto riposante, pur di trovare il setup corretto e di utilizzare torrette ben collimate.

I visori binoculari sono disponibili in una gamma di prezzi piuttosto vasta che corrisponde solo in parte a differenze qualitative e costruttive, qui ne consideriamo due già molto diffuse che si collocano nella fascia “bassa” (meno di 200 euro per il solo corpo con i prismi e la valigetta in alluminio) ma che possiedono, come vedremo, un rapporto prestazioni/costo molto favorevole. Il visore binoculare di Telescope Service (nel seguito TSBW) mi è stato cortesemente prestato dalla nota ditta tedesca, mentre il visore Baader Maxbright (BPBW), usato per confronto, è quello che uso abitualmente.

I due visori esaminati, a destra quello di Telescope Service, a sinistra quello di Baader Planetarium, entrambi di fabbricazione cinese.

I due visori esaminati, a destra quello di Telescope Service, a sinistra quello di Baader Planetarium, entrambi di fabbricazione cinese.

 

Realizzazione meccanica

Il TSBW pesa 598 grammi (senza oculari e correttore) ed è costruito quasi interamente in metallo ma possiede un rivestimento in materiale plastico. I portaoculari hanno due anelli zigrinati, uno per il blocco dell’oculare tramite un anello di ottone e l’altro per la fuocheggiatura fine per ciascun occhio tramite meccanismo elicoidale. La distanza interpupillare è ampiamente variabile e sufficiente per l’utilizzo con la maggior parte degli oculari da 31.8 mm e comoda per la maggior parte delle persone. Il visore possiede dalla parte del telescopio un barilotto da 31.8 mm filettato per accogliere i filtri e il correttore di tiraggio di cui si dirà. Tutti i movimenti – regolazione della distanza, fuocheggiatura, bloccaggio degli oculari – sono apparsi agevoli, privi di giochi e sufficientemente stabili.

Dettaglio del portaoculari del visore TS. Gli oculari sono trattenuti da un anello di ottone. Non vi è la possibilità di regolare la posizione degli oculari se non ruotandoli nella loro sede.

Dettaglio del portaoculari del visore TS. Gli oculari sono trattenuti da un anello di ottone. Non vi è la possibilità di regolare la posizione degli oculari se non ruotandoli nella loro sede.

Il visore Baader è caratterizzato da un progetto e una realizzazione più curati. Il movimento di messa a fuoco, elicoidale come nel TSBW, è più fine e preciso e la posizione degli oculari all’interno dei tubi portaoculari può essere meglio regolata grazie alle terne di viti che permettono una collimazione precisa anche agli ingrandimenti più elevati. Ho però trovato molto rigido il movimento di regolazione interpupillare. Lato telescopio il visore possiede un filetto rotante T2 femmina che serve per il collegamento diretto al telescopio o a tutti i diagonali Baader (T2, Amici, Maxbright, Herschel, ecc.). Il filetto è utilissimo per collegare il visore al riduttore T2/2″, il che consente di impiegare questo accessorio direttamente nei fuocheggiatori da 2 pollici. L’utilizzo del filetto T2 rende il visore Baader estremamente versatile e grazie al notevole parco accessori del sistema Baader T2 permette di scegliere quelli giusti per regolare al meglio la distanza tra la battuta del tubo portaoculari del telescopio e il visore; questa possibilità è particolarmente importante quando si usano i Newton perché il visore deve andare a fuoco senza che l’estremità inferiore del tubo fuocheggiatore del telescopio vada ad intercettare la pupilla d’entrata.

Il portaoculari del visore Baader. Le tre viti a 120° che premono su un anello di ottone permettono di collimare esattamente i due percorsi ottici.

Il portaoculari del visore Baader. Le tre viti a 120° che premono su un anello di ottone permettono di collimare esattamente i due percorsi ottici.

Entrambi i visori sono giunti perfettamente collimati, nel senso che l’unico aggiustamento da compiere consisteva nel posizionare gli oculari nei loro alloggiamenti traslandoli della piccola quantità necessaria ad ottenere una sovrapposizione perfetta delle immagini. Questa operazione è permessa dal gioco esistente tra il barilotto dell’oculare e l’alloggiamento e si compie ruotando l’oculare nella sua sede (TSBW) o utilizzando le terne di viti preposte allo scopo (BPBW). Nel caso del TSBW occorre dapprima stringere appena l’oculare senza bloccarlo del tutto e poi procedere alla rotazione.

L'anello rotante con filetto T2 femmina per l'uso del visore Baader con gli accessori visuali del sistema Baader T2

L’anello rotante con filetto T2 femmina per l’uso del visore Baader con gli accessori visuali del sistema Baader T2

Non ho informazioni sul tipo di coating utilizzato nel visore TS, mentre Baader dichiara che le superfici aria-vetro sono rivestite di un trattamento antiriflessi a 7 strati.

L’apertura libera frontale dichiarata (e verificata) di entrambi i visori è di 23 mm.

Correttori di tiraggio

A causa delle lunghezza ottica i visori binoculari si mangiano un bel po’ di fuoco, circa 100 mm il TS e circa 110 mm il Baader, lunghezza che in qualche modo va recuperata se lo strumento impiegato non possiede abbastanza back focus. Molti rifrattori, soprattutto i corti apo fotografici, e la maggior parte dei catadiottrici permettono di mettere a fuoco senza nessun correttore, come ho potuto verificare, benché coi rifrattori sia quasi sempre necessario rimuovere il diagonale a meno di non usare il Baader T2. Sarebbe tuttavia consigliabile effettuare comunque l’estrazione del fuoco almeno per tenere conto delle tolleranze di fuocheggiatura che si riscontrano normalmente usando accessori diversi. Nel caso dei catadiottrici è anche preferibile conservare la correzione complessiva del sistema che è ottimizzato per un piccolo intervallo di distanze tra specchio primario e secondario; forzando questa distanza per compensare la lunghezza ottica del visore si possono infatti introdurre delle aberrazioni indesiderate. I Newton, invece, richiederanno praticamente sempre l’estrazione del fuoco, anche per evitare l’inconveniente di cui si diceva sopra e che si verifica se per mettere a fuoco si deve far rientrare quasi completamente il fuocheggiatore.

Il correttore di tiraggio Baader viene filettato nella parte posteriore del raccordo da 31.8 mm. Il correttore non è una Barlow, dice la scritta sul barilotto, ma di fatto agisce come tale.

Il correttore di tiraggio Baader viene filettato nella parte posteriore del raccordo da 31.8 mm. Il correttore non è una Barlow, dice la scritta sul barilotto, ma di fatto agisce come tale.

Il correttore è a tutti gli effetti una lente di Barlow che possiede (o dovrebbe possedere) anche la proprietà di correggere le aberrazioni introdotte dal passaggio della luce attraverso i prismi.  Inoltre dovrebbe essere tale da poter lavorare bene con tutte le configurazioni ottiche, e in particolare con i telescopi molto aperti.

Per utilizzare il visore nei portaoculari da 2 pollici si usa l'adattatore T2/2" inserendo il correttore (assieme a un anello di raccordo) all'interno della parte col filetto T2: Il correttore è però solo appoggiato e quando lo si rimuove occorre fare molta attenzione per evitare che cada.

Per utilizzare il visore nei portaoculari da 2 pollici si usa l’adattatore T2/2″ inserendo il correttore (assieme a un anello di raccordo) all’interno della parte col filetto T2: Il correttore è però solo appoggiato e quando lo si rimuove occorre fare molta attenzione per evitare che cada.

Il visore TS può ospitare un solo tipo di “correttore” che altro non è che una lente di Barlow acromatica di circa 70 mm di lunghezza focale negativa con filetto 31.8 mm. Dato che la Barlow viene avvitata sul “naso” della torretta l’ingrandimento risultante è piuttosto alto, superiore a 2.7x con la maggior parte degli oculari secondo la posizione del loro field stop rispetto alla battuta. Infatti confrontando i due visori a parità di oculari, il TS con la sua Barlow e il Baader con il correttore 2.6x, è risultato subito evidente che il primo ingrandiva di più. Come si diceva più sopra il correttore non è sempre necessario, ma coi Newton non se ne può fare a meno e occorre perciò tenerne conto. Il doppietto negativo (opzionale) può comunque essere sostituito da qualunque Barlow commerciale, possibilmente apocromatica e ben corretta anche fuori asse. L’ingrandimento risultante varierà secondo la posizione della Barlow ma una volta calcolata la lunghezza ottica complessiva sarà facile calcolare anche l’amplificazione con le solite formule.

La Barlow-correttore del visore TS.

La Barlow-correttore del visore TS.

In alternativa all’uso del correttore sull’estremità del visore, lo si può avvitare direttamente nel barilotto dell’oculare (in questo caso ce ne vorranno due, ovviamente) in modo da ridurre l’amplificazione a 1.4x – 1.6x secondo l’oculare in uso. E’ necessario però verificare la possibilità di mettere a fuoco con gli strumenti dotati di ridotto back focus.

Il visore TS si inserisce nei portaoculari da 31.8 mm. Nella figura si vede di quanto è necessario estrarre il tubo fuocheggiatore di un Newton f/5 fotografico per mettere a fuoco con due oculari da 30 mm con il correttore di tiraggio avvitato al visore e un riduttore T2 #15 Baader. L’estrazione del fuocheggiatore varia naturalmente in funzione della lunghezza ottica dei raccordi usati e sarebbe opportuno estrarlo finché l’estremità interna del tubo non intercetta più la pupilla d’entrata. Bisogna però tenere presente che avvicinando la Barlow al primario, cioè riducendo lo spessore ottico del raccordo, si corre il rischio di non riuscire più a osservare perché il fuoco diventa troppo esterno.

Il visore TS si inserisce nei portaoculari da 31.8 mm. Nella figura si vede di quanto è necessario estrarre il tubo fuocheggiatore di un Newton f/5 fotografico per mettere a fuoco con due oculari da 30 mm con il correttore di tiraggio avvitato al visore e un riduttore T2 #15 Baader. L’estrazione del fuocheggiatore varia naturalmente in funzione della lunghezza ottica dei raccordi usati e sarebbe opportuno estrarlo finché l’estremità interna del tubo non intercetta più la pupilla d’entrata. Bisogna però tenere presente che avvicinando la Barlow al primario, cioè riducendo lo spessore ottico del raccordo, si corre il rischio di non riuscire più a osservare perché il fuoco diventa troppo esterno.

Il visore Baader può essere fornito con tre correttori opzionali, 1.25x, 1.7x e 2.6x. Ho potuto provarli tutti e tre e mi sento di consigliare comunque quello da 1.25x anche con strumenti che non ne avrebbero bisogno. Quello da 1.7x è utile per i catadiottrici perché permette di conservare la correzione delle aberrazioni mantenendo ancora la lunghezza focale complessiva a un valore accettabile: per l’osservazione planetaria con un Maksutov da 2700 mm di focale faccio uso di questo correttore e di due coppie di oculari da 25 e da 30 mm, con ciò ottenendo anche una buona estrazione pupillare per l’osservazione con gli occhiali. Il 2.6x, come si diceva, è indispensabile per i Newton e l’ho testato con il mio f/5.

Con gli stessi oculari e lo stesso strumento della figura precedente questa è l'estrazione del fuocheggiatore con il visore Baader e il correttore di tiraggio 2.6x inserito nel raccordo T2/2" e quest’ultimo direttamente nel fuocheggiatore.

Con gli stessi oculari e lo stesso strumento della figura precedente questa è l’estrazione del fuocheggiatore con il visore Baader e il correttore di tiraggio 2.6x inserito nel raccordo T2/2″ e quest’ultimo direttamente nel fuocheggiatore.

Tutti e tre gli elementi provvedono a un’eccellente correzione complessiva e pertanto confermano quanto sostenuto da Baader nelle loro specifiche. Questi correttori hanno in particolare il vantaggio di essere montati in una cella che si avvita direttamente all’interno del barilotto da 31.8 mm o di quello da 2 pollici oppure nei diagonali Baader, in questo modo, a differenza delle Barlow ordinarie, non influiscono sulla lunghezza ottica del sistema.

Per amore di sperimentazione ho provato a sostituire il correttore da 2.6x con il doppietto negativo della Barlow Baader VIP (doppietto montato esattamente allo stesso modo del correttore in un adattatore da 31.8 mm con filetto T2 posteriore) ottenendo prestazioni del tutto analoghe, perciò chi già possiede questa Barlow secondo me può fare a meno del suddetto correttore. Si possono naturalmente usare anche altre Barlow di ottima qualità però a prezzo di allungare il sistema e di ottenere amplificazioni superiori a meno di non realizzare un raccordo T2 apposito.

Il visore Baader con il raccordo da 2" e due oculari simmetrici da 30 mm. L'insieme è ancora compatto e relativamente leggero.

Il visore Baader con il raccordo da 2″ e due oculari simmetrici da 30 mm. L’insieme è ancora compatto e relativamente leggero.

Prestazioni

Osservando Giove e la Luna nella tarda estate 2011 ho constatato come entrambi i visori, usati con tre coppie di Plössl cinesi di qualità ordinaria e di varia focale, fornissero immagini ricche di dettagli e di contrasto con un significativo incremento della visibilità di quei particolari al limite della percezione. Poiché il passaggio della luce attraverso i prismi – per quanto ben costruiti – non può certo avere un effetto benefico sulla qualità delle immagini, il risultato è certamente da attribuire al solo fatto di osservare con due occhi. In effetti chiudendone uno mi è sembrato che il contrasto, in particolare nell’osservazione della granulazione fotosferica, fosse inferiore, anche se di poco, a quello della stessa immagine osservata senza torretta.

Il visore TS con gli stessi oculari.

Il visore TS con gli stessi oculari.

L’uso del visore si apprezza in particolare nell’osservazione planetaria, ad esempio in quella dei dettagli dell’atmosfera gioviana, rendendo molto più facile e immediata la percezione dei piccoli ovali chiari e più precisa la determinazione dei transiti al meridiano centrale. Drammatica la differenza con la visione monoculare nell’osservazione del Sole: qui il visore permette di apprezzare dettagli finissimi nelle penombre delle macchie e nella granulazione che con un solo occhio non si riescono a distinguere. Particolarmente interessante è l’osservazione di quelle regioni della fotosfera in cui i pori si sviluppano e si estinguono nel volgere di minuti o decine di minuti. Nonostante la lieve perdita di luce determinata dai prismi ho notato che ne rimaneva comunque per tutte le osservazioni in alta risoluzione, almeno nel Mak.

Bella anche la visione di alcune stelle doppie, soprattutto le più difficili per gli strumenti utilizzati, e di qualche ammasso aperto e globulare tra i non moltissimi che sopravvivono al cielo milanese.

Ancora una foto dei due visori. La matita a sinistra indica la posizione del correttore nel visore Baader.

Ancora una foto dei due visori. La matita a sinistra indica la posizione del correttore nel visore Baader.

A causa della maggiore amplificazione determinata dal correttore TS, il visore TSBW è stato di utilizzo più difficoltoso nell’osservazione a medio ingrandimento con il Newton. Ad esempio osservando con due Plössl da 25 mm il disco solare stava appena nel campo, e con due simmetrici Ostara da 30 mm (field stop di 22.5 mm) la vignettatura non consentiva più di vedere il disco per intero nonostante l’ingrandimento fosse inferiore rispetto a quello fornito dai 25 mm, mentre nel BPBW era ancora possibile osservare tutto il disco con entrambe le coppie di oculari.

A parte il problema della vignettatura, l’uso dei visori e dei correttori con oculari di lunga focale può essere un po’ difficoltoso perché la pupilla d’uscita si sposta in una posizione scomoda, e se poi si osserva di giorno, quindi con la pupilla dell’occhio contratta, il disagio è maggiore. Occorre perciò un po’ di pratica all’inizio per trovare il setup più confacente e la giusta distanza di osservazione.

Osservando con il visore TS e la Barlow nel newton a f/5 ho notato un po’ di colore rosso attorno al bordo lunare, colore che si accentuava sfuocando in posizione extrafocale. Questa colorazione, che non aveva effetti deleteri ma può infastidire il purista, è in parte da attribuire ai prismi e in parte alla Barlow, che non è progettata per lavorare con strumenti molto aperti. Il colore si attenuava notevolmente, invece, impiegando il Mak f/15. Non ho invece notato alcuna colorazione spuria col visore Baader e i suoi correttori di tiraggio.

Mi è parso che entrambi i visori consentissero una visione rilassata e che, dopo accurata collimazione degli oculari con il metodo descritto sopra, non determinassero l’insorgere di quel caratteristico mal di testa che viene quando si osserva con un visore o un binocolo solo apparentemente collimati. Ho inoltre notato come l’uso dei visori riducesse notevolmente il fastidio dovuto alle miodesopsie nell’osservazione di oggetti brillanti.

CONCLUSIONI

In base alle considerazioni di cui sopra ritengo che entrambi i visori provati forniscano prestazioni paragonabili e abbiano un ottimo rapporto prestazioni/costo: performance leggermente superiori si possono avere solo pagando molto di più. Il visore Baader è risultato preferibile per la compatibilità col vastissimo sistema Baader T2 e per la disponibilità di correttori dedicati in grado di soddisfare tutte le esigenze, soprattutto nell’impiego coi telescopi Newton.

Sarebbe opportuno che TS dotasse il suo visore di uno o più correttori dedicati, di qualità migliore di quello attualmente disponibile e di minore amplificazione per compensare la distanza oculare-correttore (*)

Tutti coloro che soffrono di miodesopsie troveranno l’uso del visore binoculare di grandissimo sollievo nell’osservazione del Sole, della Luna e dei pianeti anche a pupille d’uscita inferiori al millimetro.

Si ringrazia Telescope Service per avere prestato il visore TSBW.

(*) è ora disponibile (2013) un correttore 1.6x oltre a quello descritto.

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