Rifrattore Vixen 81ED: impressioni nell’uso visuale

di Piergiovanni Salimbeni

Solo tre lustri or sono gli astrofili alle prime armi intraprendevano le proprie osservazioni con un piccolo rifrattore da 60 mm, talvolta i più fortunati lo rimpiazzavano con un riflettore newtoniano da 114 mm. Il passo successivo era quello di acquistare un rifrattore a lunga focale da 80 mm: il classico 80-1200.

Soltanto gli appassionati più esigenti potevano ambire a uno stupendo rifrattore acromatico da 100 mm, un Newton da 200 mm o uno Schmidt Cassegrain da 203 mm: il classico e insormontabile C8.

In questo periodo, invece, grazie alla commercializzazione di prodotti economici “Made in China” ma anche a causa della totale indifferenza per le osservazioni visuali, i neofiti ambiscono a diametri ben superiori che spesso collegano a sistemi di ripresa digitale sempre più performanti ottenendo delle immagini spettacolari da condividere con i propri amici sul Web.

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Anche in Italia pare sia in atto ciò che gli americani definiscono “aperture fever”, ossia la febbre dell’apertura che convince molti appassionati ad acquistare degli strumenti sempre più grandi per tentare di vedere sempre di più.

Sembrerebbe quindi anacronistico descrivere le prestazioni, nell’uso visuale, di un piccolo rifrattore da poco più di tre pollici di apertura. In realtà questo piccolo telescopio presenta molti lati positivi.

 

Caratteristiche tecniche dichiarate

Sistema ottico

Doppietto ED apocromatico, con trattamento multistrato

Apertura

81mm

Lunghezza focale

625mm

Rapporto Focale

F 7.7

Magnitudine limite

11.3

Potere separatore

1.43″

Diametro del tubo

90mm

Lunghezza del tubo

583

Peso

2.3kg

Diametro focheggiatore

60mm

Dotazione di serie

· Porta oculari 50,8 mm (NOTA: per la messa a fuoco degli oculari da 2″ è necessario l’utilizzo di un diagonale o del tubo di prolunga- accessori opzionali).

· Focheggiatore a doppia velocità

· Anelli

 

Il Vixen ED81S, come tutti i prodotti Made in Japan, presenta una linea classica, essenziale e molto professionale, grazie anche al tubo verniciato di bianco e protetto da un discreto strato di trasparente. Il diametro del tubo ottico è leggermente sovradimensionato rispetto al diametro della lente, l’interno è ben opacizzato e costellato da vari diaframmi (baffling). Non ho notato irregolarità nella loro installazione o difetti nella verniciatura. La cura nell’assemblaggio è alta, sia per i particolari interni sia esternamente.

Il telescopio è abbastanza compatto e il peso del solo tubo ottico si attesta sui 2,3 kg. Installando un Red Dot, un diagonale da 31,8 mm e un oculare ortoscopico non si superano i 2,7 kg.  Il porta oculari accetta accessori da 2” (50.8 mm) anche se in tal caso è necessario sia l’utilizzo di un diagonale che di un tubo prolunga.  Presente di serie  un sistema di anelli con una slitta Vixen integrata.

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Il cercatore è opzionale e, come anticipato, ho deciso di utilizzare un Red Dot Vixen che mi è parso perfetto per uno “strumentino” del genere.

Il sistema di focalizzazione si avvale di un focheggiatore da ben 60 mm dotato di demoltiplica (doppia velocità). Gli appassionati della fotografia potranno eventualmente dotare il Vixen ED81S anche di un riduttore di focale che trasforma il sistema in un F 5.2 (419 mm) un valore certamente più utile nella ripresa astronomica.

Questo rifrattore utilizza dei vetri ED (a bassa dispersione) ed essendo la lunghezza focale pari a 725 mm il rapporto focale risulta pari a F/7.7, un valore che ben si presta all’osservazione visuale e che dovrebbe fornir, grazie al doppietto ED,  un contenimento dell’aberrazione cromatica migliore di quello di un lungo rifrattore acromatico F/15.  Controllando la sua collimazione con il Cheshire l’obiettivo è risultato perfettamente centrato.

Star Test

Lo star test ha confermato le buone prestazioni di questo rifrattore giapponese. Le immagini di diffrazione intrafocali ed extrafocale sono apparse quasi identiche, con il disco Airy circolare e circondato da un paio di anelli con una luminosità ben uniforme. Ottimo anche lo snap test.

Prova sul campo

Osservazione lunare

Nel mese di maggio ho osservato spesso la superficie lunare, traendone ottime impressioni. In proporzione al suo diametro le immagini sono nitide, contrastate e senza aberrazione cromatica. La Rima Birt, una struttura lunare che molti autori suggeriscono di osservare con uno strumento di almeno dieci centimetri, è visibile senza particolari problemi. Anche la Rima Alphonsus si nota con facilità nelle serate contraddistinte da un ottimo seeing, lo stesso dicasi per i vari DHC (Dark Halo Craters presenti sul fondo dell’omonimo cratere. 
I domi di Hortensius, invece, formano un bel quadretto: grazie ad un seeing favorevole sono stato in grado di percepire, a trecento ingrandimenti, il cono vulcanico di queste strutture geologiche molto affascinanti.
Uno fra i miei crateri preferiti è il cratere Gassendi, che nel corso degli anni ho osservato con vari telescopi, grazie al Vixen ED 81 ho potuto constatare che anche un semplice rifrattore da ottanta millimetri mostra la maggior parte delle strutture interne comprese le diramazioni principali delle rime lunari. Come appassionato dello studio dei domi lunari ho provato a osservare quello situato nei pressi del cratere Cassini, riuscendo nell’impresa.

Quest’oculare ha mostrato di funzionare molto bene con i miei oculari Takahashi LE e HI-LE senza mostrare evidenti cromatismi.

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Per ciò che concerne l’osservazione planetaria è ovvio attendersi prestazioni limitate al suo piccolo diametro, tuttavia, grazie all’alto contrasto fornito da questa lente ED e all’assenza di ostruzione le immagini del pianeta Giove si sono rilevate spesso ben leggibili, oltre che esteticamente gradevoli.

Il pianeta gassoso ha mostrato la maggior parte delle strutture atmosferiche, NEB, SEB, STB, NTB, NTTB, SPR, GRM e qualche festone. Ovviamente non fornisce le prestazioni di un performante telescopio a rifrazione da 130 mm, tuttavia, ritengo sia in grado di rivaleggiare con uno strumento ostruito da 120 – 130 mm di diametro.

Un altro campo dove questi piccoli rifrattori eccellono è proprio l’osservazione solare, sia in luce bianca sia in H-alpha. Durante il mese di giugno 2014 ho osservato la nostra stella avvalendomi di un prisma di Herschel e in seguito dei nuovi oculari DayStar Quark. Inutile dire che tutte le strutture visibili sono tranquillamente osservabili in questo performante rifrattore, dalla granulazione, alle facole, alle macchie solari, ai pori sino ai ponti di luce e alle protuberanze.

Osservazione terrestre

Amando le osservazioni terrestri e il birdwatching ho utilizzato il Vixen ED 81 anche in questi campi. Tralasciando il peso e l’ingombro, superiore a un classico fieldscope da 80-85 mm, mi sono divertito a compararlo con un performante Kowa -883. Seppur il Kowa possedesse una nitidezza e un contrasto maggiore, il rifrattore Vixen ha dimostrato di fornire immagini molto particolareggiate sia del piumaggio dei rapaci sia del paesaggio. La tonalità dei colori non è perfettamente neutra ma calda, ed è possibile superare agevolmente il “muro” dei cento ingrandimenti quando il seeing lo consente, grazie alla possibilità di utilizzare gli oculari astronomici.

 Lo zoom Vixen 8-24 al Lantanio, seppur possieda uno scarso campo di vista, è valido anche in questo genere di osservazioni.

In sintesi

Il Vixen 81ED mi è parso un eccellente rifrattore per gli osservatori visuali che magari già possiedono uno strumento di maggiore diametro a cui vogliono affiancare uno strumento meno impegnativo ma di buona fattura, oppure un eccellente telescopio per chi vuole addentrarsi nel mondo dell’osservazione astronomica con uno strumento piccolo ma di alta qualità. Le immagini mantengono una buona nitidezza sino a duecento ingrandimenti, forse qualcosa in più osservando la superficie lunare, mentre il residuo cromatico è in sostanza invisibile nella maggior parte delle condizioni osservative.

 Ringrazio SkyPoint srl (www.skypoint.it)per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test.

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