Rifrattore Scopos ED apo 66: in medio stat virtus

di Piergiovanni Salimbeni

Sempre più appassionati sentono il bisogno di possedere uno strumento tuttofare, che consenta di osservare sia la natura che il cielo e che possa essere trasportato con estrema facilità.

In questi mesi ho avuto la possibilità di utilizzare questo piccolo rifrattore per quasi un anno, periodo in cui l’ho testato osservando gli animali ma anche il cielo stellato.

un primo piano sul piccolo Scopos 66 ED APO

Caratteristiche tecniche (tabella)
Diametro 66mm
Lunghezza focale 400mm
Rapporto focale F/6.1
Peso 1600gr
Lunghezza minima 30cm
Lunghezza massima 37.5cm
Focheggiatore Crayford con raccordo standard per oculari di 31.8mm di diametro del barilotto
Obiettivo Doppietto definito ED con una lente in vetro FLP 53
Dotazione standard custodia protettiva (outdoor sport bag), flangia tipo vixen con doppio attacco treppiede integrato
Colori Bronze, Chrome
Prezzo Solo ottica: 369 euro (offerta Natale 2011)
   

Ottica

Questo piccolo rifrattore è prodotto dalla taiwanese Long Perng Ltd. Sottoposto all’alto controllo di qualità di casa Baader viene venduto sotto il nome di Scopos ED APO 66. L’esemplare che ho testato è di un elegante colore bronzo che consente anche una discreta mimetizzazione durante l’uso naturalistico. Esiste anche in versione cromata.

Il piccolo ma performante doppietto a corredo dello scopos 66 ED

Il peso del rifrattore è limitato, soltanto 1.6 Kg. Il telescopio è fornito di serie con una piccola barra, che presenta il classico passo astronomico Vixen ma anche un doppio attacco per le comune piastre delle teste fotografiche. E’ possibile svitare la barra e ruotarla per migliorare il bilanciamento del piccolo rifrattore quando si fa uso di accessori pesanti. Sullo scafo ottico è possibile collegare un cercatore, sia esso ottico che in semplice versione Red Dot. Ne sono disponibili, di vari, sia sotto il marchio Baader che presso terzi

L’interno del tubo ottico è ben progettato: oltre alla annerimento vi sono dieci diaframmi che limitano l’infiltrazione delle luci parassite.

Il paraluce è estraibile. Bello ma decisamente delicato e pesante il tappo copri-ottica, che nell’uso naturalistico ho sostituito con un tappo- avvolgente in neoprene che uso con i teleobiettivi fototrafici. La compattezza di questo piccolo rifrattore è invidiabile, quasi come un binocolo: 30cm con il paraluce non estratto. Si raggiungono, di contro, quasi 40 cm con il paraluce ed il focheggiatore totalmente estratto.

Questo strumento fa uso di un doppietto definito ED ossia a bassa dispersione, mentre uno degli elementi è composto da vetro FLP-53. Le due lenti sono separate dal classico anello spaziatore. L’ottica è priva di graffi e non ho notato polvere fra i due elementi. L’ottica si è rilevata anche ben allineata, la cella non è collimabile.

 

l sistema di messa a fuoco è affidato ad un sistema Crayford

Sistema di messa a fuoco

Il focheggiatore è un classico Crayford, dotato di demoltiplica in rapporto 1:10, con viti di frizione e di blocco e con scala graduata presente sul tubo di messa a fuoco.

La messa a fuoco, quando regolata, attraverso le viti specifiche, si è dimostrata valida e fluida, senza impuntamenti. Il fuocheggiatore ruota di 360° ed è dotato di una filettatura che consente l’utilizzo dei più comuni accessori fotografici e visuali. E’ presente anche una ghiera ad anello per il bloccaggio del movimento di rotazione. L’estremità del fuocheggiatore è dotata di un porta-oculari da 31.8mm con una vite di blocco. Questa è una soluzione affidabile e nel contempo economica.
Con gli specifici raccordi di casa Baader è anche possibile fare uso di diagonali ed oculari da due pollici, ma questa diminuirà la leggerezza e la compattezza di un progetto ottico simile. Il focheggiatore non consente di raggiungere il fuoco senza l’interposizione di un diagonale. Gli appassionati che non amano questo accessorio dovranno fare uso di una piccola prolunga.

Uso fotografico.

Lo Scopos ED APO 66 consente di praticare sia la fotografia a fuoco diretto che la fotografia per proiezione d’oculare. Questa ultima tecnica è usata da decenni nel settore astronomico, tuttavia, con l’avvento delle fotocamere digitali, è stata utilizzata anche nel settore naturalistico e conosciuta sotto il nome di digiscoping.

Facendo uso di un anello T e di un raccordo specifico è possibile collegare anche i corpi macchina Reflex. Si otterrà quindi un teleobiettivo da 400mm, nel formato 35mm, (che vignetta) da 640mm per il formato APS e da 800mm per il formato 4/3 e micro-quattro terzi. Il rapporto focale generato è pari a F/6.1

Non è disponibile uno spianatore di campo dedicato, in ogni modo, sono reperibili, alcuni spianatori di campo per questo strumento. Molti appassionati si avvalgono dello spianatore Flattener 0,8X II prodotto dalla William Optics. Questo accessorio, però, oltre a spianare il campo, funge anche da riduttore di focale, trasformandolo in un rifrattore 320mm F/4,8.

Avvalendosi degli oculari Baader Hyperion e dei vari anelli di raccordo, anche i più esigenti digiscopers potranno soddisfare i propri bisogni. Per una recensione prettamente volta al questa tecnica e per verificare le prestazioni dello Scopos ED APO 66 consiglio ai lettori di leggere la recensione di Andreas Bossi, editor del portale Digiscopingitalia.

Una comparativa con il “fratello maggiore “di 80mm, venduto sotto altro nome che e’ stato di proprieta’ dell’autore.

Universalità di montaggio.

Come anticipato lo Scopos ED APO 66 è dotato di una slitta che presenta un doppio attacco per le piastre fotografiche. Questo tipo di montaggio è la soluzione più ideale e leggera nell’uso naturalistico. Recandomi spesso presso l’Oasi LIPU di Brabbia (VA) ero solito portare con me, lo Scopos, un treppiede in carbonio con una testa a sfera Benro molto leggera, un oculare zoom ed il prisma di Amici Baader- Zeiss.

Lo zaino a pieno carico, non superava i 5 kg.

Nella parte inferiore della piastra vi sono due strisce di sughero, che cosentono, in parte, di non rovinare la vernice quando si fissa il tubo ottico su alcune piastre fotografiche. Per ciò che concerne le osservazioni astronomiche è possibile fissare direttamente la slitta in dotazione nelle teste con il comune passo Vixen, che in realtà è il passo inventato da Manfrotto, anni prima , per il settore fotografico. Ho provato lo Scopos ED APO 66 su vari supporti, grazie alle dimensioni molto ridotte non è necessario fare uso di supporti pesanti e costosi, una Eq3, una Vixen Porta o una Mini giro, Giro 3, etc. etc.

Lo scopos 66 installato su una montatura altazimutale

Uso naturalistico. 

Per utilizzare lo Scopos ED APO 66 come se fosse un classico spottingscope, ci si dovrà avvalere di un prisma raddrizzatore di Amici . Baader, nel suo ampio catalogo, ne ha a disposizione due modelli:

1)T2-Amici 90°, con prisma Zeiss raddrizzatore di Amici a 90°

2)T2 Amici 45° per binoculare, con prisma raddrizzatore di Amici a 45° (con correttore ottico e di tiraggio 2x incorporato)

Un classico setup naturalistico di medio costo, può essere cosi composto: Scopos ED APO 66 + oculare Baader zoom + prisma raddrizzatore T2 Amici a 45°. Il prezzo (novembre 2011) non supera i 650 euro, soltanto un terzo rispetto ai più validi cannocchiali terrestri da 60-70mm di diametro.

Ovviamente rispetto ad essi, questo rifrattore non è impermeabilizzato, non è dotato di uno scafo gommato, non è composto da materiali pregiati e resistenti agli urti. Anche la sua distanza di messa a fuoco minima non è paragonabile.

Un gabbiano ripreso presso la foce del fiume Tresa a Germignaga (VA). Immagine croppata

La vera forza di questo strumento risiede, però,nella sua qualità ottica e nell’eccellente rapporto prezzo-prestazioni.

Il doppietto in dotazione, infatti, non ha nulla da invidiare, almeno al centro del campo, ai migliori “spektive” presenti sul mercato.

Nell’uso panoramico- terrestre e nell’osservazione dell’avi-fauna svolge alla perfezione il suo lavoro. Sin troppo bene, soprattutto in proporzione al suo prezzo di acquisto. Ovviamente, dato che non è dotato di uno spianatore di campo, integrato, lo Scopos ED APO 66 mostra un certo degrado al bordo del campo. L’utilizzo di oculari asferici, migliora, quasi sempre, le visioni panoramiche. Le immagini sono nitide e contrastate, l’aberrazione cromatica è quasi impercettibile e si palesa, unicamente, durante le osservazione di soggetti molto luminosi (airone e garzette) in forte controluce. Tale prestazione varia anche al variare degli oculari. Meglio, quindi,sceglierne di buona qualità.

Uso astronomico

Baader dispone di innumerevoli accessori per l’uso astronomico, vi sono ad esempio quattro validi diagonali:

1) T2 prismatico

2)T2-Prismatico Zeiss, con prisma Zeiss di altissima qualità da 45mm

3)T2-Maxbright®, con specchio dielettrico corretto a 1/10 d’onda e con riflettività 99%

4)Diagonale dielettrico 2″ Click-Lock con correzione a 1//10 d’onda

Per quanto concerne gli oculari mi sono avvalso, durante le osservazione del cielo stellato di un Hyperion da 13m (30X) e di un 17mm (25X). Per osservare luna, sole e pianeti ho fatto uso di varie focali della serie Genuine Ortho, associate ad una lente di Barlow 2 X.

Un buon kit per l’osservazione astronomica dovrebbe anche prevedere un filtro solare a piena apertura come l’Astrosolar, un piccolo cercatore ed il già citato diagonale a 90° .

Star test

Ai più esigenti posso confermare che l’analisi di un disco stellare ha mostrato unicamente una leggera aberrazione sferica. Una ovvia situazione dato il suo schema ottico ed il medio rapporto focale. Le immagini in extra- focale, nell’esemplare da me testato, hanno mostrato, in ogni modo, degli anelli ben spaziati e privi di luce diffusa. L’immagine in intra-focale, invece, è risultata leggermente più impastata.

Luna e pianeti.

L’ingrandimento massimo utile nell’osservazione lunare con lo Scopos si colloca attorno al limite teorico, 120X -130X ma lo strumento è in grado di reggere anche amplificazioni superiori benché l’immagine inizi a diventare davvero scura. Ho osservato più volte la luna con un oculare TMB monocentrico da 6mm ed una lente di barlow apocromatica 2X. La luna mostra alcuni dettagli interessanti, come la Rima Birt, i domi di Hortensius, la rima Petavius e il Ghost Crater all’interno di Ptolemaeus.

La luna ripresa con il metodo “digiscoping” Canon S95 e raccordi specifici..

Più ostica l’osservazione dei pianeti, visto il piccolo diametro: in ogni modo, chi osserverà Giove con questo strumento potrà ammirare la NEB, la SEB e un deciso scurimento ai poli. Visibile, lo scorso autunno, il sistema di anelli di Saturno, la NEB, e le regioni polari scure. Data la scarsa inclinazione degli anelli non è stato possibile scorgere la divisione di Cassini. Avendo un limite di Dawes attorno a 1.8 secondi d’arco lo Scopos 66 permette di osservare anche altre caratteristiche delle superfici planetarie, come le calotte polari di Marte e le fasi di Venere e Mercurio.

Spettacolare la visione del Sole con filtro Astrosolar, con molti dettagli visibili nella penombra delle macchie, facole e granulazione ben evidenti.

Cielo profondo.

E’ ovvio che dalla città, con soli 66mm di diametro non si possa fare molto, in questo caso, gli oggetti più facili da osservare sono gli asterismi, come le Iadi, le Pleaidi, ma anche i più luminosi ammassi stellari. Facendo uso di un oculare Hyperion da 17mm, potevo contare su quasi 25 ingrandimenti e di un campo ” da binocolo” pari a 2.9°.

Grazie al suo minimo ingombro, durante le escursioni sulle montagne svizzere, ho preferito, più volte lasciare a casa il mio ottimo ma più ingombrante Docter Aspectem ED 80-400 preferendo il piccolo Scopos 66. Sotto cieli veramente bui, lo Scopos ED APO 66 fornisce immagini di tutto rispetto. In questo periodo, ad esempio è possibile vedere gli ammassi in Auriga, la Nebulosa del Granchio, M35 nei Gemelli. Anche M78 in Orione si staglia nel cielo con estrema facilità, grazie al buon contrasto fornite da questo piccolo rifrattore, lo stesso dicasi per la Nebulosa di Orione.

E’possibile osservare anche molte stelle doppie apprezzando la reolarità delle immagini di diffrazione che ha permesso di raggiungere il limite teorico di risoluzione. Spettacolari alcuni famosi sistemi multipli come la doppia-doppia Epsilon Lyrae e la Epsilon Bootis.

In sintesi

Molti sono gli appassionati che potrebbero utilizzare proficuamente questo strumento, cito ad esempio:

1) digiscopers e fotografi naturalisti alle prime esperienze

2) birdwatchers diurni che osservando dai capanni

3) astrofili itineranti o che necessitano di uno strumento “grab and go” facile da montare e da utilizzare

4) amanti sia del cielo e della natura che hanno bisogno di uno strumento tuttofare, piccolo, maneggevole e tutto sommato economico. 

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