Rifrattore acromatico Tecnosky 90/500

di Raffaello Braga

Il mercato dei piccoli rifrattori a grande campo è sempre più vasto, con parecchie decine di modelli disponibili per tutte le esigenze. La maggior parte di questi piccoli strumenti, il cui diametro è compreso tra 6 e 10 cm , è costituita da rifrattori apocromatici a doppietto o a tripletto progettati espressamente per la fotografia a grande campo e dotati di fuocheggiatori di precisione e di paraluce retrattili per facilitarne il trasporto. Si tratta di obiettivi buoni sia per il cielo che per l’osservazione e la fotografia terrestre anche se in quest’ultimo campo devono vedersela coi cannocchiali più specializzati.

Tra i rifrattori a corto fuoco gli acromatici sono invece molto pochi e quasi tutti i modelli disponibili sono di produzione cinese con un’intubazione molto spartana e lungi dall’essere ottimale. Ho provato diversi di questi rifrattori di produzione Synta (80, 102, 120 e 150 mm di diametro) trovando che nella maggior parte dei casi abbiano un’ottica decorosa penalizzata però da un assemblaggio ai minimi termini, appena sufficiente per un utilizzo visuale. In questi strumenti lo spettro secondario non si può correggere più di tanto se non si vuole fare ricorso a vetri speciali, si tratta quindi di ottiche meno pregiate rispetto agli altri acromatici e agli apocromatici e destinate ad osservazioni occasionali e comunque a basso ingrandimento.

Lo strumento e gli accessori nella valigia in dotazione

 

Da qualche anno però sono disponibili anche alcuni acromatici corti forniti di obiettivi più curati e soprattutto di intubazioni migliorate rispetto ai rich field di basso costo. Tra questi troviamo alcuni prodotti commercializzati da Tecnosky di Felizzano (AL), in particolare tre acromatici: da 80 mm di diametro f/7.5, da 90 mm f/5.5 e da 150 mm f/6 caratterizzati da un’intubazione di qualità superiore (soprattutto gli ultimi due) e da una lavorazione ottica che non si è abituati a riscontrare in strumenti così corti. Di questi abbiamo testato il 90 mm che ha una focale di soli 500 mm .

 

TUBO OTTICO

Lo strumento viene fornito con una robusta valigia per il trasporto che contiene il tubo ottico e il diagonale fornito a corredo. Non c’è un cercatore di serie ma con 500 mm di focale non se ne sente il bisogno: è sufficiente ad esempio un comune oculare di Plossl da 32 mm di focale per ottenere più di tre gradi di campo e poter puntare gli oggetti semplicemente traguardandoli lungo il tubo. Con oculari da 2 pollici di lunga focale si può arrivare ad avere lo stesso campo di un binocolo 10×50.

Il tubo ottico è di colore nero lucido con un’ottima finitura. Quando il paraluce è rientrato la lunghezza è di soli 39 cm e lo strumento si trasporta comodamente in una piccola borsa o zaino. Col paraluce completamente estratto la lunghezza diventa invece di 49 cm , per un diametro massimo di 11.6 cm . Il fuocheggiatore è un ottimo Crayford che può ruotare di 360° per disporsi nella posizione più comoda, dotato di un’efficace demoltiplica, vite di blocco e regolazioni dell’attrito. Il diametro del portaoculari è di 2 pollici con riduttore a 31.8 mm e robusti serraggi ad anello. A corredo vengono forniti un tappo frontale e uno per il portaoculari. Nell’uso pratico il fuocheggiatore si è mostrato all’altezza del compito, con un movimento morbido e precisissimo. Per mettere a fuoco all’infinito senza diagonale, soprattutto impiegando le lenti di Barlow, potrebbe essere necessario l’uso di prolunghe secondo l’oculare impiegato.

Una volta inserito il diagonale e un oculare da 31.8 mm il peso dello strumento diventa di circa 3.5 kg , non è quindi proprio leggerissimo e in generale si può dire che questo rifrattore è caratterizzato da una costruzione robusta e un po’ sovradimensionata, il che lo distingue nettamente dagli acromatici di basso costo presenti sul mercato.

Il rifrattore su montatura altazimutale T-Sky, attrezzato per l’osservazione del Sole

 

L’obiettivo è trattenuto da una cella non regolabile ma realizzata con cura, e all’interno dello strumento, adeguatamente opacizzato, sono posizionati tre diaframmi a bordo tagliente. Un semplice controllo ha mostrato che i diaframmi sono quasi correttamente dimensionati (potevano forse essere un po’ più stretti) e che l’obiettivo non è perciò diaframmato, un problema purtroppo comune negli strumenti più economici.

Il tubo è dotato di una staffa con slitta a coda di rondine di dimensione standard. La slitta è piuttosto corta ma si è dimostrata comunque adeguata e posizionata correttamente al fine di bilanciare il peso degli accessori. Volendo la si può sostituire con il classico sistema di anelli e barra ma al prezzo di aumentare ancora un po’ il peso complessivo.

Il test col cartoncino e il Ceshire ha evidenziato una collimazione sufficiente: la concentricità dei riflessi non era perfetta ma comunque nelle tolleranze come poi si è visto durante la prova sul cielo.

PROVA PRATICA

Il primo target di questo strumento è stata una stella artificiale su cui ho condotto l’esame delle immagini di diffrazione. Queste hanno mostrato un’ottica molto ben lavorata, priva di astigmatismo e con un’aberrazione sferica poco importante. A fuoco e senza filtri usando un ingrandimento di 180x l’immagine della stella era caratterizzata da un disco di Airy perfettamente rotondo, di colore bianco-verdastro a causa dello spettro secondario, circondato da un anellino un po’ più spesso e brillante rispetto a quanto si osserverebbe in un acromatico a lungo fuoco, ma di luminosità uniforme e perfettamente concentrico al disco. Sia esaminando le immagini intra ed extrafocali che quella a fuoco ho avuto la conferma che il piccolo decentramento riscontrato col Ceshire non era tale da tradursi in effetti visibili.

L’obiettivo acromatico

L’alone dovuto al cromatismo residuo è apparso di colore normale e assolutamente non fastidioso. Il test per l’aberrazione cromatica ha evidenzato che si tratta di un normale obiettivo con correzione CF anche se ho il sospetto che siano stati usati vetri non proprio comuni in quanto l’aberrazione cromatica è risultata alla fine davvero molto contenuta per un f/5.

La ghiera dell’obiettivo recita “high resolution” e dunque anche se un f/5 acromatico non dovrebbe essere un telescopio per alta risoluzione non ho resistito dal provarlo anche su pianeti, stelle doppie e sul Sole. A fine maggio Saturno era ancora ben visibile in prima serata e puntando il rifrattore sul pianeta ho notato che l’immagine rimaneva ben nitida fino a 180x (oltre questo potere la luminosità scarseggiava) con i dettagli principali (NEB, Cassini, NPR, anelli A e B, GShR) ben visibili e per osservare i quali non è stato necessario fare uso di filtri. Un po’ diverso il discorso per quanto riguarda l’osservazione di Venere, nella quale i risultati migliori si ho ottenuti impiegando un filtro Baader Contrast Booster e ancora di più un filtro W11, ma non mi sarei aspettato nulla di diverso perché Venere può mettere in crisi persino gli apocromatici e quindi a maggior ragione un acromatico a corto fuoco. Una volta inseriti i filtri, però, la falce era nitidissima e si riusciva a notare con facilità la piccola calotta nord e un lieve allungamento della cuspide sud.

Osservando la brillante immagine del Sole attraverso un filtro Baader Astrosolar il rifrattore ha mostrato una buona incisione con facile visibilità della granulazione e dei dettagli delle penombre; tuttavia lo spettro secondario risultava evidente e per migliorare l’immagine, eliminando il colore dalle ombre ed esaltando la granulazione, ho fatto uso ancora del Contrast Booster. Usando un prisma di Herschel Baader Cool Ceramic e un filtro Continuum, centrato su una lunghezza d’onda vicino a quella per la quale l’obiettivo risulta maggiormente corretto, l’immagine mostrava invece un contrasto molto alto paragonabile in tutto e per tutto a quello visibile nel mio 100ED f/9 con lo stesso setup, con l’ovvia differenza di un dettaglio leggermente inferiore e di una messa a fuoco più critica ma col vantaggio che la corta focale del novantino mi consentiva di usare il visore binoculare per godermi la vista dell’intero disco del Sole, cosa che con l’f/9 non riesce a causa della necessità di estrarre il fuoco col correttore a massimo tiraggio che finisce per allungare eccessivamente la focale.

L’interno del tubo, ottimamente opacizzato, coi diaframmi

Bella la visione della Luna, che ad alto ingrandimento con filtro giallo Baader mostrava facilmente e con ottimo contrasto le formazioni vicino al terminatore, e anche Giove, nitido e ricco di dettagli attraverso il filtro Fringe Killer.

Una volta portato lo strumento sulle Dolomiti ho potuto usarlo per spazzolare la Via Lattea estiva. Col Baader Hyperion Aspheric da 36 mm il rifrattore apriva letteralmente una finestra sul cielo da cui riusciva difficile staccarsi. Bellissima la visione degli oggetti Messier nel Sagittario e nello Scorpione compresi gli ammassi globulari (alcuni dei quali, usando oculari di focale più corta, inziavano a sgranarsi nelle parti periferiche) le nebulose oscure e le planetarie più cospicue; purtroppo avendo dimenticto a casa i filtri nebulari non sono riuscito a spremere lo strumento come avrei voluto. Ai bordi dei 72° di campo apparente dell’oculare le stelle iniziavano a mostrare sia le aberrazioni dell’obiettivo in termini di curvatura di campo e coma (ho provato il rifrattore senza correttore) sia un po’ di astigmatismo cui contribuiva anche l’oculare stesso, ma per l’80% del campo le immagini erano molto buone e perfettamente fruibili.

In terrestre lo strumento ha fornito immagini nitide e contrastate con colori ben saturi e appena un accenno di aberrazione cromatica quando si forzava l’ingrandimento oltre i 60 – 80x, ingrandimento comunque già troppo alto per l’osservazione terrestre a causa della turbolenza diurna. La curvatura di campo era evidente ma non pregiudicava l’osservazione dei panorami montuosi.

Lo strumento viene fornito con un diagonale dielettrico di ottima qualità corretto a 1/10 di lambda e con riflettività del 99%.

La posizione del fuoco e l’estrazione del fuocheggiatore sono tali da poter impiegare senza problemi qualunque oculare da 1.25” e 2” .

Il tubo fuocheggiatore

CONCLUSIONI

Lo strumento su montatura equatoriale. Questa è una CGEM ma basterebbe una EQ3

Questo rifrattore è in definitiva un ottimo compromesso tra prestazioni e trasportabilità: nonostante la vocazione di strumento rich-field, 90 mm di diametro forniscono comunque un secondo e mezzo di potere risolutivo che è sufficiente per osservare tutti i principali dettagli solari, lunari e planetari più facilmente di quanto non possano fare i piccoli apo da 60 – 80 mm che dominano il mercato dei rifrattori grab-and-go . Nonostante lo spettro secondario sia stato ben curato – decisamente meglio che nei rifrattorini cinesi mass market – per ottenere il massimo della nitidezza può essere consigliabile per questo rifrattore acromatico fare ricorso ai filtri di abbattimento del colore residuo, usando i più leggeri (Fringe Killer, Minus Violet, W8) per l’osservazione planetaria e i più selettivi (W11, W12, W56) per oggetti molto brillanti come la Luna e il Sole. Non ho trovato necessario ricorrere ai filtri nell’osservazione terrestre diurna.

Nonostante il campo non corrretto da coma e curvatura l’obiettivo fornisce però buone prestazioni anche nell’osservazione a grande campo di panorami stellari, ammassi aperti e nebulose, e col correttore opzionale lo si può impiegare anche fotograficamente. Queste potenzialità sono racchiuse in un strumento molto ben costruito, robusto e compatto che richiede però una buona montatura altazimutale o una piccola equatoriale (ottima la EQ3 – CG4) per essere sfruttato adeguatamente.

Si ringrazia Tecnosky srl (Felizzano – AL) per aver messo a disposizione l’esemplare testato.

 

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