Baader/TS D-ERF e Daystar Quark cromosfera, uno strano connubio

Mi è appena arrivato il D-ERF Baader Planetarium da montare sull’obiettivo del mio cinesone per le riprese CCD del Sole con il Daystar Quark. Il D-ERF svolge soprattutto la funzione di rigetto del calore, il quale oltre a degradare il filtro genera turbolenze nel tubo e contribuisce a diminuire la qualità delle immagini. Questo è il motivo per cui i filtri di rigetto interni, come gli UV/IR cut che si avvitano di fronte al diagonale, proteggono sì il filtro solare vero e proprio ma risultano inefficaci, se non deleteri, dal punto di vista della turbolenza: le mie esperienze in proposito sono infatti insoddisfacenti.

La realizzazione dell’insieme cella + filtro, customizzata da Teleskop-Service per il cinesone, è ottima, come si può vedere dalle foto:

La parte frontale del filtro nella sua cella. TS ha fatto un ottimo lavoro, la tornitura è perfetta e il diametro interno della cella corrisponde esattamente a quello che avevo chiesto per poter installare il D-ERF davanti all'obiettivo del rifrattore.

La parte frontale del filtro nella sua cella. TS ha fatto un ottimo lavoro, la tornitura è perfetta e il diametro interno della cella corrisponde esattamente a quello che avevo chiesto per poter installare il D-ERF davanti all’obiettivo del rifrattore. Le tre grosse viti in teflon a 120° servono ad assicurare ulteriormente la cella alla parte frontale dello strumento.

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Purtroppo l’inserimento nella cella sacrifica un po’ dell’apertura libera, dei 110 mm originari di diametro del vetro mi ritrovo con 104. Inizialmente avrei voluto prendere il 135 mm ma oltre al costo significativamente più alto ho considerato il fatto che il Quark lavora meglio a f/30 o più, dunque con 104 mm ottengo esattamente il rapporto focale ottimale.

Il filtro in questa configurazione pesa 720g, ciò richiede di bilanciare il tubo ottico adeguatamente. Per fortuna è possibile installarlo direttamente sulla cella dell’obiettivo, altrimenti sarei stato costretto a usare il paraluce che in questo rifrattore è già molto pesante di suo.

derf obiettivo

 

Sul sito www.astrosolar.com è riportato il seguente grafico di trasmissione del D-ERF Baader

D-ERF

Dal quale risulta che il filtro lascia passare solo una banda limitata di lunghezze d’onda tra 600 e 700nm. Non ho misurato la quantità di calore che trasmette, però mettendo la mano nel fuoco dell’obiettivo senza D-ERF ci si ustiona quasi immediatamente, mentre col D-ERF si sente solo un leggero calore.

Il nuovo D-ERF mi ha riservato subito una sgradita sorpresa: una volta installato sposta off-band il Quark e le immagini perdono tutti i dettagli:

Immagine grezza della cromosfera ottenuta col Quark senza D-ERF frontale, in condizioni di seeing appena sufficiente.

Immagine grezza della cromosfera ottenuta col Quark senza D-ERF frontale, in condizioni di seeing appena sufficiente.

Immagine grezza, ripresa durante la stessa sessione della precedente, appena installato il D-ERF: i dettagli in H-alfa spariscono e resta solo la fotosfera

Immagine grezza, ripresa durante la stessa sessione della precedente, appena installato il D-ERF: i dettagli in H-alfa spariscono e resta solo la fotosfera e un accenno di anelli di Newton.

Anche smanettando col tuning del Quark non c’è stato verso di recuperare il dettaglio, nessun effetto nemmeno inclinando il filtro o il Quark, apparentemente si tratta dunque di una situazione non rimediabile. La cosa mi ha lasciato molto perplesso, non solo perché il mio Quark è un esemplare ben riuscito ma anche perché non c’è alcun motivo per aspettarsi un comportamento del genere. In un primo momento ho pensato che senza D-ERF e solo col BF di fabbrica, un po’ di calore riuscisse ad arrivare all’etalon favorendone il tuning, e che pertanto inserendo un ulteriore filtro di rigetto il Quark facesse più fatica ad andare in temperatura. Ma in questo caso avrei dovuto poter recuperare il tuning girando la manopola verso destra (cioé nel senso di un aumento di temperatura) invece così facendo l’immagine peggiorava ulteriormente.

Avevo letto da qualche parte che sostituendo la Barlow telecentrica installata nel Quark con le Powermates TeleVue le prestazioni del dispositivo migliorano. Inoltre durante la prova del Quark Combo avevo verificato che il dispositivo funzionava anche con le Barlow ordinarie se si era disposti a rinunciare a una parte della sweet spot. Mi è quindi venuto in mente che, in qualche modo, il problema fosse proprio la telecentrica, anche se non capivo – e tuttora non capisco – il perché. Detto fatto, ho aperto il Quark  – la parte superiore rossa che contiene l’etalon si svita da quella inferiore nera che contiene la Barlow e il BF – ho dapprima verificato, già che c’ero, il corretto funzionamento del sistema di tuning poi ho smontato i due gruppi ottici della telecentrica, riavvitato i due pezzi del barilotto e inserito il Quark “debarlowato” nella Barlow Baader VIP, un eccellente doppietto apocromatico spaziato in aria, con la quale si ottiene un’amplificazione risultante di 4x.

telecentrica

Giusto per soddisfare la curiosità del lettore, questa è la “Barlow” telecentrica del Quark. Il doppietto negativo è quello a sinistra, che è posizionato subito a valle del BF, il doppietto positivo è quello a destra, subito prima dell’etalon.

 

Il nuovo setup, un po' lunghetto a dire la verità, ma funzionante. Il Quark senza la telecentrica interna è inserito nella Barlow VIP. La distanza Barlow - oculare determina un'amplificazione di 4x.

Il nuovo setup, un po’ lunghetto a dire la verità, ma funzionante. Il Quark senza la telecentrica interna è inserito con l’estremità da 31.8 mm nella Barlow VIP. La distanza Barlow – oculare determina un’amplificazione di 4x.

Il risultato è visibile in questa immagine grezza:

c3

da confrontare con le due precedenti, pure grezze. Per qualche motivo il Quark con la VIP non risente della presenza del D-ERF se non in termini di un sensibile miglioramento del seeing complessivo, poiché rispetto al filtro UV/IR-cut che si installa subito prima del diagonale come ERF interno, vengono soppresse le turbolenze interne al tubo.

Sono ancora in attesa di capire perché la telecentrica originaria non gradisce il D-ERF frontale, ho chiesto lumi anche ad altri osservatori esperti ma senza risultato, se qualcuno avesse dei suggerimenti li accoglierò ben volentieri. Al di là dell’esigenza specifica di risolvere il problema, l’esperimento ha dimostrato ancora una volta che la telecentrica non è strettamente necessaria, nonostante tante chiacchiere e tanti claims che si leggono sui forum e sui siti dei produttori, dove sembra che non se ne possa fare a meno. Dopo tutto Daystar reclamizza il Quark Combo come adatto semplicemente per telescopi con f/ alti (ciò che ho verificato personalmente) e come riporta una fonte autorevole (1) “In practice, an astronomical telescope with a normal-size field of view approximates to telecentric”. Bisogna rinunciare a una parte della sweet spot, è vero, ma date le dimensioni dei sensori per alta risoluzione può non essere un inconveniente serio, e anche visualmente si può usare senza difficoltà.

Avvertenza: è da supporre che il problema descritto sia relativo al mio esemplare di Quark soltanto e non sia generalizzato. Non è pertanto mia intenzione incoraggiare lo smontaggio del Quark, ciò che ne invaliderebbe irrimediabilmente la garanzia oltre a poter compromettere la pulizia e l’integrità delle parti interne. Chi lo volesse fare lo fa a proprio rischio e pericolo, declino qualunque responsabilità.

 

/1/ Smith et a., Telescopes, Eyepieces, Astrographs (Willmann-Bell)

 

 

 

 

 

 

 

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